Pub
(foto Hulki Okan Tabak da Pixabay)

“Un’ora al giorno non basta!”: è la richiesta di aiuto rivolta al governo dal ‘mondo della notte’. Pub, cocktail bar, speakeasy lamentano per le restrizioni Covid una perdita di fatturato vicina al 95%. “Nonostante abbia un peso molto importante nell’economia del Paese, è tra i comparti più penalizzati”. Paolo Bianchini e Alessandro Bernardi, presidente e responsabile nazionale del settore Bar Industry di MIO Italia (Movimento Imprese Ospitalità), mettono nel mirino le restrizioni e i provvedimenti che si sono succeduti dallo scorso ottobre in poi.

“I cocktail bar, gli speakeasy, i pub danno vita al mondo della notte ma da mesi con la pandemia annaspano”, affermano. Queste attività aprono le porte ai loro clienti non prima delle ore 17. “Quindi si trovano a dover alzare la serranda per poi abbassarla un’ora dopo, dovendo però continuare far fronte a costi fissi invariati e registrando perdite di fatturato vicine al 95%, rispetto al periodo antecedente alla pandemia”. Per Bianchini e Bernardi “considerata l’attuale ristretta finestra temporale di lavoro del “mondo della notte”, ne deriva l’impossibilità di arginare i danni economici senza poter contare su un sostegno immediato, adeguato e proporzionato alle perdite riscontrate. Perdite – questa la richiesta – che vanno risarcite con estrema urgenza”.