Enrico Letta
(foto da account FB E. Letta)

A un mese dal suo insediamento Draghi si tuffa nella politica. E forse gli sarà tornato alla mente l’aforismo sarcastico del socialista Rino Formica che definiva la stessa politica “sangue e merda”. Altro che unità nazionale… I partiti già squassati dal meteorite Draghi, sia internamente, che nelle loro alleanze, sia di centrosinistra che di centrodestra, fanno a gara nel picconarsi a vicenda. Si vogliono attribuire solo eventuali meriti scaricando le colpe sugli altri. A sferrare il primo siluro è stato il segretario del Pd, Letta che via Twitter, attacca Salvini “pessimo inizio”, aggiungendo “molto male ha tenuto in ostaggio il Cdm è pure senza risultati”. La replica non si fa attendere ed è tagliente “stai sereno…” (le parole che pronunciò Renzi prima di silurare lo stesso Letta quando era premier).

Il leader leghista spiega “ne inventa una al giorno per ricordarsi di esistere”. Ironia che però tocca un aspetto delicato del nuovo governo che vede fuori tutti i leader. Che devono in qualche modo farsi sentire per serrare i ranghi sia internamene sia all’esterno, visto che tra pochi mesi si torna alle urne in importanti città, prova generale per le prossime politiche. Il contendere è il condono con posizioni diametralmente opposte, con Draghi che ha dovuta mediare. Salvini avrebbe voluto un condono per tutti e non solo per i redditi fino a 30mila euro, il Pd non voleva proprio il condono delle cartelle erariali fino a 5mila euro.