Tasse

Un vecchio adagio sostiene: “Per pagare e per morire, c’è sempre tempo”. Oggi purtroppo il Covid, soprattutto per le sottovalutazioni e la faciloneria di certa politica di marca sovranista, ha drammaticamente tagliato il tempo di vita a tanti, troppi. Invece, per il primo corno della locuzione, il tempo è diventato infinito. Ovvero: pagare le tasse, mai. Ma attenzione, soltanto per i soliti furbetti da sempre protetti dal super-partito dell’evasione fiscale. I fessi, statene tranquilli, le tasse continuano a pagarle regolarmente, mese dopo mese. Gliele trattengono alla fonte su stipendi e pensioni sempre più striminziti. Al contrario chi ha sempre pianto miseria – Covid o non Covid – continua a viaggiare in Suv, ad andare alla seconda o alla terza casa, e – orfano quest’anno dello sci – tirerà fuori la ‘barchetta’ appena il meteo lo consentirà…

Papeete

Alla fine il nuovo governo, pressato dalla rinnovata alleanza gialloverde – checché ne possa dire il garante Grillo – e dai soliti azzurri, ha varato l’ormai tradizionale condono. Qualcuno ci dirà che si tratta di poca cosa, qualche migliaia di euro per dei semi-diseredati con reddito fino a 30 mila euro l’anno. Poverini questi tartassati, che già guadagnano meno dei loro dipendenti o dei loro clienti che le tasse le pagano. Per questi ‘sfigati’ che tirano la cinghia da sempre ci sarebbe voluta la “pace fiscale”, l’atteso tana libera tutti promesso dal magnanimo – con le tasche altrui – aperitivista del Papeete.

Insostenibile

In Italia, scriveva qualche tempo fa un insospettabile, l’economista liberale Carlo Cottarelli, “ogni scusa è buona per evadere le tasse e lasciare che a pagarle siano gli onesti (e ce ne sono tanti) o quelli che comunque devono pagarle, perché non possono evadere”. Tecnicamente l’ex ministro delle Finanze, Vincenzo Visco, spiegava: “Oggi i prelievi, fiscali e contributivi, direttamente commisurati ai redditi di lavoro, rappresentano il 18% del Pil e quelli commisurati agli altri redditi solo il 6%. In altre parole, il 47% del reddito prodotto paga oggi il 75% del gettito fiscale complessivo, e il 53% solo il 25%. Si tratta di uno squilibrio eccessivo, alla lunga insostenibile”.

Chissene

Pochi mesi fa, nel recitare il suo de profundis per il Mes, proprio il garante pentastellato era lì a chiedere la patrimoniale per i più ricchi e di far pagare Imu e Ici alla Chiesa. In Cdm però i suoi ministri, in combutta con l’allegro partito degli evasori, hanno decretato l’ennesima rinuncia a riscuotere il maltolto. Tanto chissenefrega. Sanità, istruzione, difesa, giustizia e gli altri servizi – oltre al welfare di cui oggi approfittano sfacciatamente anche gli evasori -: è tutto pagato…