Pd Enrico Letta
(foto da account FB Partito Democratico)

Incontro breve, appena un’ora, tra Letta e Conte. I due ex premier sono ancora alle prese con l’opera di aggiustamenti interni dopo il terremoto Draghi. Impegno comune per una “nuova affascinante avventura” le parole di Letta alla fine del colloquio. Entrambi sono stati a palazzo Chigi ed entrambi vorrebbero tornarci, un sorta di rivalsa, perché vittime del fuoco amico. E’ chiaro che il desiderio potrà essere soddisfatto solo per uno dei due e solo se il centrosinistra sapra’ conquistarsi la vittoria alle prossime politiche. Una sorta di sfida nella sfida dove conterranno i risultati elettorali. Tuttavia la cornice per Pd e M5S sembra avviarsi ad essere unica a partire dalle prossime amministrative. Riempirla di contenuti non sarà semplice perché entrmbi vorrebbero avere la supremazia sull’altro. Il terreno su cui si misurerà la tenuta ed il consolidamento dell’alleanza e’ ampio, a patire da un’agenda sociale tutta da scrivere. Perché un conto è avere come collante la leadership da premier, investito del ruolo di federatore ed altro è confrontarsi nelle asprezze della quotidianità con pandemia e crisi sociale sempre in agguato. Troppo presto per parlare di un nuovo Ulivo, almeno fino a che non interverrà nel processo una chiara volonta’ popolare che indichi la strada da seguire per risolvere i reciproci problemi identitari. In poche parole finché non saranno le urne a dire se il Pd, come indicano ad oggi i sondaggi, è più forte del movimento. Una vera coalizione e’ possibile solo con ruoli ben definiti.