Si va verso uno stop, o al pagamento per la giacenza oltre i 100 mila euro per i grandi conti correnti da parte delle banche. La Fineco ha già deciso di chiudere i conti correnti a chi ha una giacenza superiore ai 100mila euro senza alcuna forma di investimento o finanziamento. Ma anche altre banche si stanno muovendo in questa direzione pur senza minacciare la chiusura dei conti. L’Unictedit ad esempio introdurrà una commissione di giacenza. L BNL addebiterà 1000euro alle giacenze trimestrali superiori al milione di euro, al massimo 4mila euro all’anno per ogni milione di euro, e solo ai clienti corporate, dunque alle grandi aziende. Insomma la strada e’ presa con la motivazione di cercare di stimolare l’economi reale. La paura del Covid tra perdita di lavoro e ristori insufficienti ha reso gli italiani cauti nelle spese, tanto che nell’ultimo anno le ia giacenze di liquidità sono aumentate di quasi 200 miliardi di euro, raggiungendo complessamente la cifra record di mille746 miliardi di euro. Il tutto rientra nello sforzo della Bce che con la sua politica monetaria ha reso più costosa la liquidità e portato in negativo i tassi d’interesse.Con l’obiettivo di travasarla nell’economia reale, obiettivo non raggiungibile se questa massa monetaria poi rimane bloccata sui conti correnti. Negli altri paesi europei i risparmi sono inferiori a quelli degli italiani. E questo fa infuriare soprattutto i tedeschi, che vogliono imporre regole severe alla politica economica del governo. Ovunque Germania e Francia hanno già fatto ricorso ai tassi negativi sulle giacenze oltre i 100mila euro, misure non ancora applicate in Italia, che ha portato ad una fuga di capitali soprattutto verso l’Italia. Ma la banca senza i ricavi dei servizi di investimento e di finanziamento non guadagna con la sola liquidità.