UE - Gran Bretagna
(foto di Free-Photos e Thank for your Like da Pixabay)

Più della Brexit, a segnare con evidenza la separazione tra Gran Bretagna e Unione Europea è stata la gestione della campagna vaccinale anti-Covid. Tante le difficoltà per i Paesi del Continente e spesso anche incapacità di superarle

Mentre dall’altra parte del mondo il Brasile registra il più alto numero di morti in un giorno e sembra essere al collasso, il ritardo sulla consegna delle dosi di vaccino sta dividendo l’Europa e suscitando profondi risentimenti tra gli Stati. In un Continente la cui prosperità si basa sulla cooperazione politica, la pandemia ha esacerbato le diffidenze latenti da decenni tra le nazioni europee. Dopo la Brexit è la situazione vaccinale, con la forbice che si allarga ancora tra la Gran Bretagna e l’UE, a dividere sempre più l’isola dal continente.

Eroi

La Gran Bretagna ha già vaccinato il 54% della popolazione, adulta dopo aver organizzato la più grande campagna mai vista. I decessi sono scesi a 17 al giorno e i casi a circa 5mila. Nel contempo il premier Boris Johnson sta anche preparando il paese a difendersi dalla terza ondata di Covid, che potrebbe arrivare dall’Europa. “Siamo in un mondo diverso dalla primavera scorsa”, ha dichiarato il primo ministro britannico. “L’Inghilterra è ancora in rotta sulla tabella di marcia per la libertà dal Covid. Ma c’è bisogno di essere onesti sulle difficoltà che ci aspettano”. Perché l’esperienza precedente purtroppo insegna che l’onda europea arriverà nel Regno Unito tre settimane dopo aver colpito il continente. Ma non manca l’ottimismo, vista la ponderata gestione della pandemia fino ad oggi. Parlando alla conferenza virtuale di primavera del Partito Conservatore, Boris Johnson ha detto anche che non vede l’ora di tornare dal barbiere e di bersi una pinta di birra al pub. Ha raccontato agli iscritti Tory che è stata la campagna vaccinale più veloce che il paese abbia mai visto. Ha quindi reso omaggio al lavoro dei componenti le squadre coinvolte nel realizzarlo, descrivendoli come: “Eroi, eroi, eroi”.

Seconde dosi

Ad oggi i vaccinati in Gran Bretagna sono 29 milioni e 316 mila (22 milioni e 201mila in tutta Europa). Una cifra incredibile. con l’Europa che è molto indietro. Ma c’è La questione legata alle seconde dosi, ha fatto notare il ministro degli Esteri francese, Jean-Yves Le Drian. “Il Regno Unito è molto orgoglioso di aver vaccinato bene con la prima dose – ha dichiarato a France Info radio – tranne per il fatto che ha un problema con la seconda dose”. L’affermazione è stata prontamente smentita dal governo britannico, che ha fatto dichiarare da un portavoce: “Siamo sulla buona strada per raggiungere i nostri obiettivi di vaccinazione e tutti riceveranno la loro seconda dose entro 12 settimane dalla prima”. Intanto in Galles sono state revocate le restrizioni sui viaggi all’interno del paese per la prima volta da dicembre 2020. In Inghilterra il 6 maggio si svolgeranno regolarmente le votazioni per i consigli distrettuali e di contea e per i sindaci, Londra compresa. In Italia, invece, abbiamo dovuto rimandare le elezioni amministrative in autunno, anche quelle per il sindaco della Capitale. L’Europa critica, discute, blocca le esportazioni delle dosi dei vaccini, ma intanto la Gran Bretagna è anni luce avanti nella lotta al Covid-19. Cosi come gli Stati Uniti e tutti quei Paesi, come Cina e Russia, che i vaccini li hanno prodotti in casa propria, investendo sulla sanità e sulla ricerca scientifica.