(foto da governo.it)

Mario Draghi si sta già dimostrando un politico collaudato, tipo un cavallo di razza della vecchia Dc, riesce anche in situazione di difficoltà a smussare gli angoli e quali angoli. Oggi in conferenza stampa si è tenuto vicino il ministro della Salute, tanto criticato dal centrodestra. C’è pure una mozione di sfiducia contro di lui da parte della Meloni, che imbarazza i suoi colleghi di centrodestra al governo, Lega e FI. Ma che a questo punto farebbe bene a rinunciare per non spaccare la coalizione, avendo oltre tutto ottenuto i risultati quasi sperati. Draghi ha difesa pubblicamente Speranza dicendo che le critiche a lui rivolte erano infondate. Lo stesso Speranza ha parlato, forse non dicendo tutto quello che avrebbe voluto, lui sempre rigorista E contro le riaperture. Invece si è deciso tutto, con tanto di calendario, anche se Draghi è stato più prudente a quello che aveva confidato ieri ad alcuni collaboratori, “Misure irreversibili”. Ora quasi irreversibili. Salvini dovrebbe essere contento dal 26 si riparte almeno in parte come richiesto, ed a giugno il programma sarà completato. Draghi però non ha ceduto né alle richieste della Lega, né alle insistenze dei rigoristi, ha semplicemente deciso che l’Italia deve ripartire, “crescere, crescere, crescere”, altrimenti è la fine e il default. E Draghi da condottiero ci mette la faccia, e viene apprezzato anche all’estero come il Financial Times che lo giudica il migliore politico europeo. Chapeau.