Castro Fidel e Raul
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Raul Castro ha lasciato la carica di segretario del Partito comunista di Cuba. L’annuncio all’ottavo congresso in corso a L’Avana, a 60 anni dalla proclamazione del carattere socialista della rivoluzione cubana. Raul, fratello minore di Fidel, il capofila della Revolución con Ernesto Che Guevara, ha 89 anni. Con la sua decisione si apre un significativo ricambio generazionale ai vertici della leadership rivoluzionaria, che guida l’isola caraibica dal 1959. Nuovo segretario sarà il 60enne, Miguel Diaz-Canel, attuale presidente della Repubblica.

Rivoluzione

Dall’unione delle forze rivoluzionarie, che che abbatterono la dittatura di Fulgencio Batista, nacque nel 1965 il Partito comunista di Cuba (PCC). Ora per la prima volta non più guidato da un esponente della famiglia Castro. Secondo il quotidiano del PCC, Granma, proprio “il legato del Comandante in Capo, Fidel Castro”, verrà ora portato avanti dai “più giovani che ereditano la conduzione”, nella “continuità, del nostro Partito comunista”. Raul, per anni ministro delle Forze Armate Rivoluzionarie, ha trascorso la maggior parte della sua vita all’ombra del fratello Fidel, per poi raccoglierne il testimone.

Papa Francesco e Obama

Presidente di Cuba dal 2008, ha accolto Papa Francesco sull’isola nel 2015. Ha stretto la mano al presidente degli Stati Uniti, Barack Obama, in un gesto che ha segnato l’avvio di un disgelo nei rapporti tra i due Paesi, interrottosi nell’era Trump. Con la sua guida si sono avute aperture in campo economico, ma anche in quello dei diritti umani e civili. Nel suo intervento di commiato, Raul Castro ha sottolineato l’importanza di rafforzare l’economia in un momento segnato da crisi e carenze. Lo “sviluppo dell’economia nazionale” è oggi, insieme alla “lotta per la pace e la fermezza ideologica”, una delle “missioni principali” del partito.

Socialismo

Il discorso è stato diffuso dall’emittente radiofonica di Stato, Radio Reloj. Raul ha “esortato a difendere l’aumento della produzione nazionale, soprattutto alimentare, e a bandire l’abitudine dannosa ad importare”. Dobbiamo, ha rimarcato, abituarci “a convivere con ciò che abbiamo e non aspettarci più di ciò che siamo in grado di generare, in modo che le richieste insoddisfatte della popolazione costituiscano un incentivo per i produttori nazionali”. Confermata la ricerca di un “nuovo rapporto” con gli Usa di Biden, ma sempre senza “rinunciare ai principi della rivoluzione e del socialismo”. Presenti al congresso, che si tiene con strette misure anti-Covid, delegazioni dei partiti comunisti fratelli di Cina, Vietnam, Corea del Nord.