(foto di Francesco Ammendola - Ufficio per la Stampa e la Comunicazione della Presidenza della Repubblica)

Mario Draghi lancia un messaggio di fiducia e di “prudente ottimismo” nella lotta al coronavirus. Lo fa con l’annuncio della decisione presa dalla cabina di regia di estendere dal 26 aprile il colore giallo alla maggioranza delle regioni. Solo tre rimarrebbero rosse.

Questo significa il via libera a sport, spettacoli e cene all’aperto. I ristoranti quindi potranno servire anche la cena, a patto che la loro attività si svolga all’aperto. Sempre dal 26 aprile tutte le scuole potranno riaprire in presenza. Così mentre in Francia il numero dei morti per Covid supera quota 100.000 e la Germania è alle prese con il picco della terza ondata, in Italia si fanno timidi ma importanti passi verso un allentamento delle restrizioni.

E’ un’apertura frutto di un “rischio ragionato”, così lo ha definito il premier, fondato su dati in miglioramento e legata al mantenimento “scrupoloso” di comportamenti virtuosi da parte dei cittadini, come le mascherine e i distanziamenti, “per trasformare il rischio in un’opportunità”. Tornare indietro è sempre possibile ma Draghi è ottimista: “Se i comportamenti sono osservati – e sulla campagna vaccinale non ho dubbi che sarà sempre meglio – la possibilità che si torni indietro è molto bassa”.

L’introduzione massiccia della zona gialla dal 26 di questo mese, un ‘giallo rafforzato’ (con il via libera a sport, spettacoli e cene solo all’aperto) prevede un cambiamento rispetto al passato nel senso che si dà precedenza all’attività all’aperto nella ristorazione e si riaprono in presenza tutte le scuole, salvo nelle zone rosse dove l’attività didattica sarà in parte in presenza e in parte a distanza. Il coprifuoco al momento resta così come è oggi, dalle 22 alle 5. Le riaperture seguiranno un calendario progressivo nei mesi di maggio, giugno e luglio che riguarderà tutte le attività finora bloccate: ad esempio piscine a maggio, sport e palestre dal 1 giugno, le fiere dal 1 luglio. L’elemento che ha determinato la decisione di riaprire da parte del governo, oltre all’andamento della curva epidemiologica, è stato il ritmo della campagna vaccinale che, ha sottolineato Draghi, “va bene, con tante sorprese positive e qualcuna negativa”. Altra decisione: gli spostamenti saranno consentiti tra regioni gialle e con un pass anche tra regioni di colore diverso.

Nella conferenza stampa per l’annuncio sulle riapertura anche la solidarietà di Draghi al ministro Speranza finito nel mirino della Lega – ma il premier ha indotto Salvini a smetterla con i “dispetti” – e in quello di Fratelli d’Italia che ha annunciato una mozione di sfiducia individuale nei confronti del ministro della Salute che però non raccoglierà il consenso nè del Carroccio nè di Forza Italia, sempre ammesso che la Meloni riesca a trovare le firme per presentarla. “Gli attacchi a Speranza? Infondati e ingiustificati” ha tagliato corto il presidente del Consiglio.

Quanto ai provvedimenti economici, Draghi ha spiegato che con il Def e lo scostamento si fa una scommessa sul “debito buono”. “Il ministro Franco ha enunciato il Def e l’entità dello scostamento, 40 miliardi. Non merita attenzione solo la cifra ma il percorso di rientro dal deficit, che è poco meno del 12%, solo nel 2025 si vedrà il 3%. Questa è una scommessa sulla crescita: se la crescita sarà quello che ci attendiamo da tutti questi provvedimenti, dal piano di investimento, dal Pnrr, dalle riforme, pensiamo che non servirà una manovra correttiva negli anni a venire. Il processo si traduce in un’uscita dal debito per effetto della crescita”. Il Recovery Plan, il Pnrr, è fatto di 191,5 miliardi di cui 69 a fondo perduto, 122 di prestiti, più 30 del fondo di accompagnamento al Pnrr. “Con il ministro Giovannini abbiamo nominato 57 commissari per 57 opere pubbliche, opere che erano già finanziate e aspettavano di essere attuate . La domanda che uno si fa è: ma quando le vedo queste opere? Giovannini questo pomeriggio spiegherà il cronoprogramma con la data di apertura dei cantieri”, ha spiegato il premier invitando i giornalisti poi a controllare se le date sull’apertura dei cantieri saranno rispettate.