“Un coglione, non uno stupratore seriale”. E’ un Beppe Grillo nelle vesti di padre furioso perchè convinto dell’innocenza del figlio quello che appare in un video diffuso sui suoi canali social dal fondatore e garante del Movimento 5 stelle.

Grillo sbotta per difendere il figlio Ciro, ventenne, dall’accusa di stupro formulata dai Pm di Tempio Pausania titolari dell’inchiesta che vede sul banco degli accusati – ma a piede libero – Ciro Grillo e tre suoi amici genovesi per una vicenda avvenuta a Porto Cervo nell’estate 2019 e denunciata da una ragazza italo-svedese. Proprio in questi giorni, forse entro la settimana, i  magistrati potrebbero chiedere al giudice per le indagini preliminari il rinvio a giudizio, cioè il processo. I difensori di Grillo e dei suoi tre amici sperano però nell’archiviazione: i quattro si sono dichiarati innocenti e hanno parlato di sesso consenziente.

In questo clima è arrivato lo sfogo e l’arringa difensiva di un Grillo evidentemente alterato. Come padre non sa spiegarsi perchè quei quattro ragazzi se davvero colpevoli di stupro di gruppo non siano stati arrestati subito. Ma per questo si dà anche una risposta: “perchè non è vero niente – dice – non c’è stato alcuno stupro”. “Perché non li avete arrestati subito? Ce li avrei portati io in galera, a calci nel culo. Perché vi siete resi conto che non è vero niente, non c’è stato alcuno stupro. Una persona che viene stuprata la mattina – argomenta Grillo – al pomeriggio va in kitesurf e dopo otto giorni fa la denuncia?… Vi è sembrato strano? Bene, è strano”. “Se non avete arrestato mio figlio, arrestate anche me perché ci vado io in galera” prosegue rivolto ai pm. Per dimostrare l’innocenza dei quattro giovani Grillo parla poi di un video: “C’è un video, passaggio per passaggio, e si vede che c’è la consensualità: un gruppo che ride, ragazzi di 19 anni che si stanno divertendo, che sono in mutande e saltellano col pisello così perché sono quattro coglioni, non quattro stupratori”.

Per gli inquirenti invece si è trattato proprio di uno stupro di gruppo: la ragazza “sarebbe stata afferrata per i capelli per bere mezzo litro di vodka e costretta ad avere rapporti di gruppo”, si legge negli atti. Le parole di Grillo, se sui social sono state interpretate da molti come maschiliste e sessiste, hanno provocato anche commenti politici. Non teneri quelli della Lega e di Italia Viva. Su Twitter il Carroccio parla di un garantismo di Grillo a giorni alterni: “Il sabato Salvini è colpevole, il lunedì suo figlio è innocente”. Di “video scandaloso” parla invece Maria Elena Boschi: “Non sta a me dire chi ha torto e chi ha ragione, per quello ci sono i magistrati, ma che Grillo usi il suo potere mediatico e politico per assolvere il figlio è vergognoso”… “Le sue parole – scrive Boschi in un tweet – sono piene di maschilismo, quando dice che la ragazza è sostanzialmente una bugiarda perché ci ha messo 8 giorni a denunciare fa un torto a tutte le donne vittime di violenza perché forse Grillo non sa il dolore che passa nelle donne che a volte ci mettono anche settimane per superare dolore angoscia”. “E anche – aggiunge l’ex ministro – quando dice che i 4 ragazzi sono dei coglioni, dice lui, deresponsabilizza degli adulti maggiorenni e lo fa solo perché lui è famoso”… “Oggi – conclude Boschi – Grillo ci spiega che ci sono due pesi e due misure, le regole che valgono per la sua famiglia e quelle che valgono per gli altri. Caro Grillo ti devi semplicemente vergognare”.