Vaccinazione (foto di Katja Fuhlert from Pixabay)
(foto di Katja Fuhlert from Pixabay)

C’è un “possibile” collegamento tra il vaccino Janssen monodose della Johnson & Johnson e “rare” forme di trombosi cerebrale registrati negli Usa ma per l’Agenzia europea del farmaco (Ema) il vaccino può tranquillamente essere utilizzato. Per quanto riguarda gli Usa le autorità sanitarie federali decideranno venerdì se sbloccarlo o meno.

Nulla osta quindi alla somministrazione nella Ue del farmaco anti-Covid prodotto dall’azienda farmaceutica americana perchè “i benefici superano i rischi” (e a patto di correggere il ‘bugiardino’). E nessuna limitazione. Il sì al vaccino – il quarto da oggi in circolazione in Italia dopo Pfizer, Moderna e AstraZeneca – sblocca le 184.000 dosi ferme da diversi giorni all’aeroporto di Pratica di Mare e che da domani, anche con il via libera dell’Aifa, cominceranno ad essere distribuite alle Regioni per contribuire al raggiungimento dell’obiettivo del mezzo milione di inoculazioni al giorno previsto dal governo per fine mese.

Nella nota diffusa oggi dall’Ema si evidenzia come tutti gli eventi rari di trombosi cerebrale “si sono verificati in persone di età inferiore a 60 anni entro tre settimane dalla vaccinazione” con il siero di Johnson & Johnson, “la maggioranza nelle donne”. L’Ok alla somministrazione del vaccino Janssen non è accompagnata da alcuna limitazione non prevedendo fattori di rischio specifici: “Pertanto sulla base delle prove attualmente disponibili, i fattori di rischio specifici non sono stati confermati” precisa l’Agenzia europea del farmaco. Quanto al bugiardino l’Ema sollecita che alle informazioni sul vaccino Jannsen “dovrebbe essere aggiunto un avvertimento su coaguli di sangue insoliti con piastrine basse”. Inoltre gli eventi dovrebbero essere elencati come effetti collaterali molto rari del vaccino