Turismo Italia Tavolo
(foto da account FB Federazione Strade del Vino, dell'olio e dei Sapori di Toscana)

Il turismo enogastronomico si conferma uno dei fiori all’occhiello del Made in Italy. Il settore ha tenuto anche nel periodo della pandemia. Lo rivela il “Rapporto del turismo enogastronomico in Italia 2021”, presentato in una conferenza stampa in Senato da Roberta Garibaldi, presidente dell’Associazione Italiana Turismo Enogastronomico. Nel 2019 il 59% degli italiani consideravano l’esperienza enogastronomica un elemento importante nella destinazione di viaggio. Oggi la percentuale è salita al 71% e riguarda tutte le generazioni. Il 70% vuole conoscere di più la cultura enogastronomica, sia in vacanza sia nel luogo di residenza. Negli ultimi 3 anni il 55% degli italiani ha fatto almeno un viaggio con motivazione enogastronomica. Le maggiori realtà di questo comparto hanno costituito ufficialmente il Tavolo del Turismo Enogastronomico.

Squadra

Fanno parte della squadra: Associazione Città del Vino, Associazione Città dell’Olio, Movimento Turismo del Vino, Movimento Turismo dell’Olio, Federazione Italiana delle Strade del Vino, dell’Olio e dei Sapori e Unione Italiana Vini. Insieme hanno varato un Piano, partito 6 mesi fa con il Patto di Spello. Si tratta di un progetto che punta a superare il momento di crisi e a preparare nel migliore dei modi la ripartenza post pandemia. Il Piano è stato presentato in un incontro a Gian Marco Centinaio, sottosegretario per le Politiche Agricole. Dal Tavolo la richiesta di “un coinvolgimento attivo nell’attuazione delle politiche del Piano nazionale di ripresa e resilienza (PNRR)”. Attenzione particolare alle linee guida tracciate dal presidente del Consiglio, Mario Draghi, sull’importanza del turismo per Italia. Centinaio ha sottolineato “la necessità di accelerare, anche in vista dell’imminente stagione turistica estiva”.

Spina dorsale

La voglia di ripartenza in un settore strategico è fortissima. Per “noi – sottolineano i componenti del Tavolo – è stato fondamentale aver sentito vicino il governo”. Evidentemente è stato “compreso il nostro ruolo di rappresentare un sistema variegato fatto di artigiani del gusto, di imprenditori, di agricoltori, di ristoratori e albergatori. Il turismo e l’enogastronomia sono la spina dorsale del nostro Paese, il motore che ci farà ripartire. Il biglietto da visita che fa dell’Italia un unico assoluto”. Molti i temi da approfondire: dalla attuazione della legge sull’oleoturismo alla promozione alla digitalizzazione. Dalle infrastrutture alla formazione professionale, dalla tutela ambientale alla comunicazione. In campo ci sono l’idea di un portale nazionale dedicato e la creazione di un protocollo sulla cura e manutenzione del paesaggio. A corredo l’ideazione di una segnaletica puntuale, decisiva per contribuire alla rivalutazione dei bellissimi borghi italiani.