Israele mappa razzi
(mappa da account Twitter IDF)

Tel Aviv e tutta Israele sono nel mirino dei razzi di Hamas. Una vera e propria pioggia di ordigni micidiali lanciati da Gaza. Con ogni probabilità oltre mille, fortunatamente in gran parte neutralizzati dal sistema di difesa anti-missile Iron Dome. L’IDF, l’esercito israeliano, ha risposto con attacchi aerei mirati contro obiettivi di Hamas e della Jihad islamica nella Striscia. Colpiti diversi dirigenti e miliziani delle organizzazioni terroristiche. Tra costoro il comandante della brigata di Hamas a Khan Yunes, Hasan Salama, e Iyad Fathi Faik Sharir, comandante delle unità anticarro. Ma anche il capo dell’intelligence, Abu Muhammad al-Hasan al-Yazuri.

Anticarro

Alle cinque vittime dei razzi di Hamas nell’area di Gerusalemme e ad Ashkelon, si è aggiunto il decesso di uni dei feriti da un missile anticarro sparato da Gaza nella zona del Moshav Netiv HaAsara. Continuano anche gli incidenti in diverse città di Israele, innescati da dimostranti arabo-isrealiani. A Lod il sindaco ha parlato di una “Notte dei cristalli” contro ebrei, evocando i pogrom nazisti della Germania del 1938. Sono state date alle fiamme sinagoghe e negozi. Una complessa catena di eventi nelle ultime tre settimane ha portato all’attacco di Hamas. Si era cominciato con proteste e manifestazioni a Gerusalemme Est, da parte di giovani palestinesi, per le restrizioni della polizia israeliana durante il Ramadan. Si è poi aggiunto il caso della proprietà di immobili nel quartiere di Sheikh Jarrah, sempre nella parte orientale della capitale israeliana.

Città Vecchia

Nel quartiere a prevalenza araba, poco a nord delle mura della Città Vecchia, dal 1875 fino al 1948 è esistito anche un settore ebraico. A seguito della prima guerra arabo-israeliana, scatenata dalle nazioni arabe nel tentativo di distruggere sul nascere lo Stato ebraico, la Giordania occupò tutta la Città Vecchia e diversi quartieri circostanti, compreso Sheikh Jarrah. La Legione Araba impose la totale “pulizia etnica”, a nessun ebreo venne permesso di rimanere. Ora dopo una lunga iniziativa giudiziaria i vecchi proprietari intendono rientrare in possesso delle abitazioni. I profughi palestinesi insediati a suo tempo da Amman sono a loro volta determinati a resistere a quello che definiscono uno “sfratto”. Nella contesa si è inserita Hamas, pesantemente armata di razzi e in perenne rivalità con l’Anp di Abu Mazen.

Erdogan

Secondo il blog di Fiamma Nirenstein, con “la crescita verticale dell’incitamento proveniente dall’Iran, per bocca addirittura di Khamenei” e “mentre Erdogan dando di assassino a Israele si ingaggiava nella medesima gara, Hamas ha certamente sentito il vento in poppa”. Sullo sfondo, se oggi tutta Israele è unita per fronteggiare gli attacchi dei razzi, c’è poi la questione irrisolta negli ultimi anni dell’impasse politica anche dopo quattro tornate elettorali. Il premier Benjamin Netanyahu non è più riuscito a formare un governo e lo spettro delle quinte elezioni anticipate si fa sempre più concreto.

Laburisti

Mirav Michaeli, giovane leader impegnata a rilanciare le sorti del Partito laburista, a cui appartenevano i fondatori dello Stato di Israele, ha detto in una intervista a Reset: «Israele non può rimanere ostaggio di una sola persona, che concepisce la carica di premier come una investitura regale che lo pone al di sopra di tutto e di tutti, perfino della legge”.