Johnson Boris
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Il governo di Boris Johnson ha avviato il processo parlamentare della legge che riconoscerà che gli animali provano sentimenti. Dopo la Svizzera e la Nuova Zelanda anche il Regno Unito si schiera dalla parte degli animali. La notizia è riportata con grande evidenza sul blog di Beppe Grillo (beppegrillo.it). L’Animal Welfare (Sentience) Bill stabilisce la creazione di una Animal Sentience Commission, per controllare che tutti i dipartimenti governativi assicurino che le loro future misure e politiche non abbiano “un effetto negativo sul benessere degli animali come esseri senzienti”.

“Siamo una nazione di amanti degli animali e il primo paese al mondo ad approvare leggi per proteggere il loro benessere”,  ha affermato il ministro dell’Ambiente britannico George Eustice. Il pacchetto di leggi e disposizioni proposto contempla il trattamento e la protezione degli animali domestici e selvatici, il loro commercio internazionale e una regolamentazione speciale per l’industria del bestiame.

Una nuova divisione di polizia si specializzerà nella lotta al furto di animali domestici, un fenomeno che ha visto un particolare aumento in tutto il Regno Unito durante la pandemia. La richiesta di avere compagnia durante il lockdown ha fatto salire alle stelle i prezzi di cani e gatti. Verrà inoltre imposto l’obbligo che i felini portino un microchip che identifichi il loro proprietario (l’obbligo per i cani esiste già dal 2010). Verranno vietati i collari di addestramento che sottopongono l’animale a piccole scosse elettriche. “I nostri animali domestici non solo hanno sentimenti, sono amati membri di tutte le famiglie, e sosteniamo tutte le misure che li proteggano dalle sofferenze inutili”, ha detto Peter Laurie, direttore esecutivo dell’associazione Battersea Dogs and Cats Home, una delle più importanti organizzazioni britanniche nella difesa dei diritti degli animali.

“Rispettare il benessere degli animali non significa solo fare la cosa giusta – sottolinea il blog di Grillo – ma può svolgere un ruolo chiave nella sfida ambientale che dobbiamo affrontare, come il cambiamento climatico o la prevenzione di nuove pandemie. Un segno di grande civiltà”.