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lunedì, 28 Novembre 2022

Allarme insolvenza imprese, CNA chiede proroga sostegni pubblici. Coldiretti scommette su fine coprifuoco

Allarme insolvenza per le imprese tuttora impantanate nella crisi Covid, se venissero meno i sostegni pubblici finora garantiti. Il quadro emerge da un’indagine di CNA, la Confederazione Nazionale dell’Artigianato e della Piccola e Media Impresa che conta oltre 622 mila associati. Più del 50% delle imprese ha visto aumentare l’esposizione debitoria con le banche. Senza una proroga della moratoria sui prestiti, oltre un’impresa su tre non sarebbe in grado di rispettare gli impegni e quasi la metà avrebbe difficoltà.

Flussi

L’indagine è stata condotta su un campione di oltre 5 mila imprese. Misure per favorire la ristrutturazione dei debiti sono indispensabili per il 56% degli intervistati. Al contrario, la mancata proroga della moratoria rischia di innescare una catena di fallimenti. Sono molte infatti le imprese che ancora non riescono a generare flussi di cassa adeguati. Oltre il 70% degli intervistati segnala una contrazione del fatturato nei primi quattro mesi dell’anno rispetto allo stesso periodo del 2019. Insomma, segnala CNA, “siamo ancora molto lontani dalla normalità e non rinnovare i sostegni significa vanificare gli sforzi compiuti”. Dall’ultima rilevazione del Mef, le moratorie attive ammontano a 126 miliardi e l’erogazione di finanziamenti assistiti da garanzie pubbliche a 184 miliardi.

Budget

Intanto, oltre i sostegni, la fine del coprifuoco garantisce una boccata d’ossigeno per il settore ristorazione, strettamente collegato – come rileva Coldiretti – all’intero sistema agroalimentare. In alcuni settori come quello ittico e vitivinicolo la ristorazione rappresenta il principale canale di commercializzazione e a essere più colpiti sono stati i prodotti di alta gamma. Il cibo – continua la Coldiretti – è diventato la voce principale del budget delle vacanze in Italia, con circa un terzo della spesa di italiani e stranieri. Nella filiera agroalimentare sono coinvolte 70mila industrie e 740mila aziende agricole, per un totale di 3,6 milioni di posti di lavoro.

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