(foto governo.it)

Risolta la più seria delle grane, quella con Davide Casaleggio e la piattaforma Rousseau (un divorzio polemico ma alla fine consensuale), Giuseppe Conte ha acceso il motore del nuovo M5s.

L’ex-premier si appresta a guidare, anzi a rifondare i Cinquestelle, con l’appoggio di Beppe Grillo e di molti – ma non tutti – i maggiorenti grillini, e con il prevedibile consenso degli iscritti che saranno chiamati online entro il mese a incoronarlo leader. Una scelta che gli iscritti faranno nella speranza che l'”avvocato del popolo” riesca a metter pace tra le fazioni grilline e a bloccare la dissoluzione in atto di un Movimento che resta comunque la forza politica più consistente nelle aule parlamentari.

Come prima mossa del nuovo corso Conte, con un’intervista al Corriere della Sera, si è rivolto a Mario Draghi per avvertirlo di essere rimasto “un pò disorientato” da alcune sue decisioni e per dirgli che il ‘nuovo’ M5s continuerà a sostenere il governo dell’ex-numero uno della Banca centrale europea ma vuole essere “protagonista” della ripartenza. Certo non è colpa di Draghi se negli ultimi mesi il M5s si è avvitato in una spirale di polemiche interne che ne hanno condizionato il peso e la presenza politica, ma ora le cose cambieranno – avverte Conte – e il Movimento farà sentire la sua voce “in modo forte e chiaro”. Secondo l’ex-premier “alcune decisioni hanno scontentato i cittadini e suscitato perplessità. Ma noi che abbiamo lavorato per la tenuta del Paese durante le fasi più acute della pandemia – spiega – vogliamo essere protagonisti anche della ripartenza (e quindi della fase post-pandemia in cui si deve decidere come spendere i 200 e rotti miliardi che ci darà l’Europa, ndr)”.

“Lo saremo in modo leale e costruttivo senza rinunciare ai nostri valori e alle nostre battaglie” aggiunge Conte sottolineando che il nuovo M5s “avrà un respiro più ampio e internazionale, sarà in costante dialogo con la società civile e con tutte le componenti sane del Paese”. Un M5s che allargherà il suo raggio d’azione a tutti i ceti produttivi e in cui non ci saranno più ‘no’ pregiudiziali. Nel nuovo Movimento nessun dualismo con Di Maio: “Sono tre anni che questo presunto dualismo scompare e riappare sui giornali, in realtà abbiamo sempre lavorato proficuamente fianco a fianco” e così sarà in futuro, assicura l’ex-premier.  

Sull’ipotesi di una sua candidatura alle suppletive alla Camera, Conte chiarisce di non avere “mai pensato di correre per il seggio di Roma” e sull’alleanza con il Pd alle comunali di ottobre spiega: “Non do affatto un giudizio negativo del dialogo che stiamo coltivando col Pd e le altre forze di sinistra. La direzione di marcia è chiara e la nostra identità sarà così forte che ci consentirà di dialogare anche con l’elettorato moderato”. Della sua leadership infine dice: “sarò eletto democraticamente e chiamato a operare la sintesi in modo da orientare la rotta e tenere la barra dritta. Non avremo un uomo solo al comando, ma nuove figure e ruoli con numerosi organi”.

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