Auschwitz
(foto da collections.ushmm.org/search/catalog/pa14532)

Era l’ultimo ancora in vita dei soldati dell’Armata Rossa che liberarono il campo di sterminio nazista di Auschwitz. David Dushman è morto a 98 anni a Monaco di Baviera. Era un carrista dell’esercito dell’URSS e poi divenne un campione di scherma. Aveva 21 anni, quando il 27 gennaio 1945 insieme ai suoi commilitoni abbatté i reticolati del lager in Polonia, liberando circa 7 mila internati ancora in vita. Ad Auschwitz dal 1940 i nazisti uccisero oltre 1 milione di persone, la maggior parte delle quali ebrei.

Occhi

Dushman ebbe poi modo di ricordare: “Montagne di cadaveri” e altri quasi “morti per fame. Erano lì, occhi solo occhi. Una sofferenza senza fine”, E ancora: “Non sapevo cosa fosse Auschwitz. L’ho capito davvero solo dopo la guerra».”. Un anno fa all’agenzia Reuters raccontò: “Quando siamo arrivati abbiamo visto la recinzione e dietro tutte quelle sfortunate persone. L’abbiamo sfondata con i nostri carri armati. Abbiamo dato cibo ai prigionieri e abbiamo continuato a dare la caccia ai nazisti”. Dushman era di origine ebraica e aveva partecipato alle battaglie di Stalingrado e di Kursk.

Testimone

La presidente della Comunità ebraica IKG di Monaco, Charlotte Knobloch, nel ricordare la figura del liberatore di Auschwitz ha sottolineato: “Ogni testimone contemporaneo che muore è una perdita, ma quella di David Dushman è particolarmente dolorosa”. Dushman fu uno dei soli 69 uomini della sua divisione di 12 mila unità che sopravvissero alla guerra. Dopo il conflitto divenne un campione di scherma e uno dei più grandi allenatori di questa disciplina. Allenò la squadra di scherma femminile dell’Unione Sovietica per oltre 30 anni. E proprio in questa veste fu testimone di un altro tragico evento, il sanguinoso attacco terroristico contro gli atleti israeliani alle Olimpiadi di Monaco nel 1972.

Strage di Monaco

“I nostri alloggi – ebbe modo di ricordare Dushman, in una intervista al quotidiano Abendzeitung – erano proprio di fronte a quelli della squadra israeliana. Sentimmo gli spari e il ronzio degli elicotteri sopra di noi”. L’assalto fu organizzato da un commando di Settembre nero e costò la vita a 11 componenti della équipe israeliana. Nel 2005 Steven Spielberg nel suo film “Munich“, raccontò i tragici eventi e la successiva operazione del Mossad, su input della allora premier Golda Meir, per eliminare organizzatori e mandanti della strage.