concorde supersonico
(foto Eduard Marmet-airliners.net it.wikipedia.org)

A quasi 20 anni dall’ultimo volo del Concorde, la tentazione supersonica torna a sedurre il mondo dell’aviazione civile. La United Airlines, quarta compagnia aerea del mondo, ha siglato un accordo con la startup del Colorado, Boom Technology. L’intesa prevede l’acquisto di 15 nuovissimi supersonici passeggeri “Boom Overture”, con un’opzione per l’acquisto di altri 35. Nell’ambiente dell’aviazione non c’erano mai più state notizie del genere dagli anni Sessanta del secolo passato.

Prestigio

Allora le principali compagnie aeree mondiali facevano a gara per concludere contratti per l’anglo-francese Concorde o per il progetto americano Boeing SST. Era convinzione diffusa che a un certo punto negli anni ’70, quasi tutti i voli passeggeri a lungo raggio sarebbero stati operati da aerei di linea supersonici. Nulla di tutto ciò è mai successo. Dopo che erano stati spesi miliardi di dollari, nel 1971 il progetto della Boeing fu abbandonato senza tante cerimonie. Per ragioni di prestigio gli europei portarono avanti il Concorde, con spese enormi.

Tupolev

C’era, tra l’altro in anni di prima Guerra fredda, la concorrenza del sovietico Tupolev Tu-144, soprannominato Konkordski per sottolineare la somiglianza con il velivolo europeo. L’Aeroflot sospese i voli nel 1998, con all’attivo il simbolico record di velocità (Mach 2,50) per un aereo civile. Anche quella del Concorde si rivelò una scelta finanziaria fallimentare. Per Air France e British Airways volarono soltanto 14 aeromobili, con una operatività fortemente sovvenzionata che si concluse nel 2003. Impressionanti i consumi di carburante e i costi di manutenzione, oltre alla grande rumorosità al decollo e a quella del boom sonico, che impediva di superare la velocità del suono sopra le zone continentali. Terribile l’incidente del luglio 2000 vicino Parigi, che costò la vita a 100 passeggeri e ai nove membri dell’equipaggio.

Overture

Oggi la scelta di United e la tecnologia di Boom sembrano aver riacceso l’entusiasmo. L’accordo raggiunto, hanno rimarcato i due partner in una nota congiunta, “facilita un balzo in avanti nel restituire velocità supersoniche all’aviazione” civile. Il contratto prevede che il nuovo supersonico di linea, denominato Overture, soddisfi i severi requisiti di sicurezza, funzionamento e sostenibilità di United. La compagnia per sottolineare la serietà delle sue intenzioni ha anticipato a Boom una somma, che non è stata resa nota. Overture trasporterà 55 passeggeri fino a Mach 1,7 (il Concorde toccava una massima di Mach 2,04) e con 8.300 chilometri di autonomia.

2029

Se tutto andrà per il verso giusto, la tabella di marcia prevede il primo volo nel 2026 e la certificazione e quindi il trasporto di passeggeri per United entro il 2029. Ma assieme alle buone notizie arrivano inevitabilmente le cattive. Molti esperti sono ampiamente scettici e c’è chi parla di “aereo completamente fittizio”. Di recente un’altra società statunitense con ambiziosi piani supersonici, la Aerion Supersonic, ha chiuso le operazioni, dopo un decennio di attività di ricerca e sviluppo, con una spesa di 1 miliardo di euro. L’idea era quella di un jet business supersonico da 12 posti e come un partner aveva Boeing. Alla fine sono mancati gli oltre 3 miliardi di euro necessari per avviare la produzione.

SAF

A rincarare la dose ci sono poi gli ambientalisti. L’Overture emetterebbe da tre a cinque volte più CO2 di un aereo subsonico sulla stessa rotta, con un consumo da cinque a sette volte superiore di carburante per passeggero. Boom ha garantito l’operatività con combustibili per aviazione (SAF) sintetici e sostenibili al 100%. Ma SAF è molto più costoso del cherosene e per far volare i suoi 15 supersonici United dovrebbe avere a disposizione il doppio della quantità di SAF che esisterà in tutta l’UE entro la fine del decennio. Alla faccia della sostenibilità, sostengono gli ecologisti. E parlano di progetto “greenwashing”, verde soltanto di facciata. Ma il Ceo di Boom, Blake Scholl, fa mostra di audacia e alla CNN dice papale papale: “O falliamo o cambiamo il mondo”.