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venerdì, 19 Agosto 2022

Salvini a Letta, vediamoci per mediare o il ddl Zan finisce male…

Vediamoci martedì per mediare “o il ddl Zan finisce male”.

Questo l’ultimo appello di Matteo Salvini al segretario dem Enrico Letta sulla legge contro l’omotransfobia all’esame del Senato, un ddl al centro delle polemiche politiche e a rischio di un rinvio a settembre.

L’appello che somiglia molto ad un ultimatum, nonostante le pressioni anche interne ai dem, sembra comunque essere stato già rigettato da Letta che vuole andare avanti come da calendario e vedere quali emendamenti verranno presentati e soprattutto da chi. Al Nazareno insomma aspettano di vedere in particolare come si comporterà Renzi con i suoi diciassette senatori. Alla Camera Italia Viva aveva approvato il ddl. A Palazzo Madama i numeri ballano e fotografano un’assemblea spaccata a metà sul ddl, gà approvato dalla Camera, la cui discussione dopo la bagarre e gli scontri dei giorni scorsi proseguirà martedì 20 luglio con Pd, M5s e Leu attestati sull’immutabilità del testo del ddl così come arrivato da Montecitorio e il centrodestra, più Renzi e il gruppo delle Autonomie, a sollecitare modifiche soprattutto sull’identità di genere. Una richiesta di sospensiva dell’esame del ddl è stata bocciata il 14 luglio per un solo voto. “Propongo a Enrico Letta, per l’ennesima volta, una mediazione come chiesto anche dalla Santa Sede. Vediamoci martedì, prima che il testo arrivi in Aula, per togliere i punti critici degli articoli 1, 4 e 7. Se Letta non accettasse, la legge Zan finirebbe male e tutta la responsabilità cadrebbe sulle spalle del Pd”. Poco prima il leader della Lega era tornato sull’argomento: “Siamo disponibili a votare il ddl Zan anche domani, ma abbiamo detto a Letta che deve togliere la storia dell’educazione gender nelle scuole, perché dei bimbi se ne occupano mamma e papà e non genitore uno e genitore 2…”. .

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Gianfranco Eminente
Gianfranco Eminente
Cronista prima di tutto. Ha iniziato il praticantato ed è diventato giornalista professionista lavorando per 'Il Giornale d'Italia' nel 1974. E' passato poi all'Agenzia Italia ricoprendo vari incarichi: inviato speciale, capo degli Esteri e del servizio Diplomatico, anche quirinalista e dal 1989, a Montecitorio, redattore capo e responsabile del servizio Politico di questa primaria agenzia di stampa nazionale. Nel 2001 è stato nominato vice-Direttore vicario sempre all'Agi, incarico che ha mantenuto fino al 2009. Giornalista parlamentare.

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