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mercoledì, 7 Dicembre 2022

Le grandi città bocciano il centrodestra. “Trionfo” per Letta che vuole Draghi a palazzo Chigi fino al 2023

Enrico Letta l’aveva detto alla vigilia: “Se vinciamo a Roma e Torino è un trionfo”.

E così è stato nel ballottaggio delle amministrative che ha visto il centrosinistra vincere nella capitale e nel capoluogo piemontese, con Gualtieri e Lorusso, una ventina di punti avanti ai rispettivi avversari Michetti e Damilano, e soccombere solo a Trieste che ha riconfermato il sindaco Dipiazza.

E di “vittoria trionfale” ha infatti parlato il segretario Dem nel primo commento al risultato del voto. “Ho sempre imparato che la cosa più importate è ascoltare gli elettori. E loro sono più avanti di noi, si sono saldati e fusi, quelli del centrosinistra e della coalizione larga che ho voluto costruire” ha sottolineato Enrico Letta. Che poi ha voluto mettere in risalto come il risultato di oggi confermi la linea del Pd a sostegno del governo Draghi, un premier che Letta incoraggia a proseguire nella sua azione e vuole che “resti a palazzo Chigi fino alla conclusione naturale della legislatura”, nel 2023. Vittoria trionfale, ha detto Letta, ma da celebrare “non con toni trionfalistici” perchè al Nazareno non sfugge che un voto amministrativo è cosa ben diversa dal voto per le politiche. E la memoria corre alla ‘gioiosa macchina da guerra’ di Occhetto che vinse le amministrative nel 1993 ma si ritrovò pochi mesi dopo, dopo le politiche, con Berlusconi a palazzo Chigi.

Tornando ai risultati delle comunali il centrosinistra complessivamente ha vinto in oltre metà delle venti città, fra capoluoghi di regione e di provincia, andate al voto per eleggere il sindaco nella tornata conclusa oggi, un risultato complessivo comunque caratterizzato da un astensionismo record, quasi il 60%. Ne ha conquistate 13 (al centrodestra 4), un bottino che si è arricchito con Roma e Torino reduci entrambe da cinque anni di amministrazione del M5s. Le grandi città insomma – dopo le vittorie del centrosinistra a Milano, Bologna e Napoli già al primo turno – hanno bocciato i candidati a sindaco del centrodestra, che ora si lecca le ferite riconoscendo, con la Meloni, le divergenze interne e il ritardo con cui sono stati scelti i candidati civici della coalizione e sottolineando, con Salvini, il fortissimo astensionismo. La leader di Fratelli d’Italia ha riconosciuto la sconfitta “ma non la débacle” per non essere riuscita a strappare al centrosinistra le grandi città. “Ma da sconfitta a debacle – ha detto la Meloni- è eccessivo”. “Débacle casomai è del M5s, il Pd sta festeggiando sulle spoglie degli alleati grillini” ha aggiunto accusando il centrosinistra di aver trasformato la campagna elettorale in una “lotta nel fango”. Salvini ha insistito sull’astensionismo: “Se uno viene eletto da una minoranza della minoranza è un problema non per un partito, ma per la democrazia”. Un tema ripreso con toni preoccupati anche dal leader M5s Giuseppe Conte.

Gianfranco Eminente
Gianfranco Eminente
Cronista prima di tutto. Ha iniziato il praticantato ed è diventato giornalista professionista lavorando per 'Il Giornale d'Italia' nel 1974. E' passato poi all'Agenzia Italia ricoprendo vari incarichi: inviato speciale, capo degli Esteri e del servizio Diplomatico, anche quirinalista e dal 1989, a Montecitorio, redattore capo e responsabile del servizio Politico di questa primaria agenzia di stampa nazionale. Nel 2001 è stato nominato vice-Direttore vicario sempre all'Agi, incarico che ha mantenuto fino al 2009. Giornalista parlamentare.

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