Cina confini
(foto www.81.cn)

Dopo la crisi afghana, Pechino intende tutelare con maggior efficacia i confini nazionali. L’Assemblea nazionale del popolo, per la prima volta nella storia moderna del paese, ha approvato una nuova legge che si occupa di regolare i controlli alle sue frontiere. In particolare, il grande paese asiatico ha un confine terrestre di ben 22.100 chilometri, che condivide con altri 14 nazioni. Dalla Russia alla Corea del Nord, dal Vietnam a India e Pakistan e, sia pure soltanto per 76 chilometri, proprio con l’Afghanistan. Il nuovo regolamento conferisce poteri precisi all’Esercito Popolare di Liberazione (PLA) per pattugliare ed eventualmente chiudere i confini.

Sicurezza

La legge sui confini terrestri entrerà in vigore il prossimo 1 gennaio. Pechino è preoccupata per la sicurezza e intende controllare possibili importazioni di nuovi contagi da Covid 19. Dopo l’arrivo dei talebani a Kabul esiste la possibilità che terroristi islamici possano attraversare il confine verso la provincia dello Xinjiang e entrare in contatto con gli estremisti musulmani uiguri. Non ultimo c’è la necessità di monitorare confini ‘caldi’, come quello con l’India. Nell’ultimo anno si sono avute ripetute schermaglie tra le guardie di frontiera, con vittime da entrambe le parti, sulla linea di confine che corre lungo l’Himalaya. Per ragioni storiche, ha detto al Global Times Wang Xu, vicepreside della Facoltà di Giurisprudenza dell’Università Renmin, “esistono ancora controversie e ambiguità nelle delimitazioni dei confini terrestri in alcune aree”.

Buon vicinato

Ora le forze armate della Repubblica Popolare saranno autorizzato a contrastare qualsiasi “violazione, invasione, infiltrazione o provocazione”. Ma Pechino intende affrontare le questioni con i paesi confinanti “sulla base del buon vicinato e della coesistenza pacifica”. La nuova legge sottolinea come in caso di controversie, tutti gli sforzi diplomatici dovranno essere esauriti prima che l’esercito venga schierato. All’inizio di ottobre la Cina ha firmato un memorandum d’intesa con il Bhutan. Promossa anche la creazione di un meccanismo quadrilaterale con Afghanistan, Tagikistan e Pakistan. Il Quadriteral Coordination and Cooperation Mechanism (QCCM), per controllare la strategica area afghana del Corridoio del Wakhan. Da tempo inoltre Pechino ha associato la difesa militare delle frontiere con misure di sviluppo sociale ed economico nelle aree di confine.