Clima G20
(foto account Facebook Dipa Italia e U.S. Embassy Pakistan)

I prossimi summit internazionali, dal G20 di Roma alla COP26 a Glasgow, dividono la politica sul climate change tra “blablabla” e bisogno di concretezza

E se Greta avesse ragione? A pochi giorni dal summit G20 a Roma Eur la sfida sul futuro del pianeta si fa sempre più accesa ma è davvero ancora piena di quei “blablabla” menzionati dalla paladina svedese per la difesa dell’ambiente. Partiamo da lontano per arrivare alla prima dilazione sul tema. L’Australia – ha appena dichiarato il primo ministro Scott Morrison dalla terra dei canguri – si impegna a raggiungere l’obiettivo di zero emissioni nette di carbonio entro il 2050, ma non riuscirà ad aumentare le aspettative per il 2030. Morrison ha scritto in un articolo pubblicato sui giornali del gruppo News Corp Australia, che il suo governo si impegnerà davvero per l’obiettivo zero netto per il 2050, ma non riuscirà a mantenere la promessa elettorale di ridurre le emissioni tra il 26% e il 28% (cioè scendere al di sotto dei livelli del 2005) entro il 2030.

Biden

Intanto negli Stati Uniti il presidente Joe Biden si prepara alla partenza per il G20 e contemporaneamente al vertice sul clima delle Nazioni Unite, la COP26 che si terrà a Glasgow dal’1 al 12 novembre. La maggioranza degli americani considera il deterioramento del clima un problema di estrema importanza, come mai era accaduto precedentemente. Oggi circa 6 americani su 10 ritengono che il ritmo del riscaldamento globale stia accelerando in modo preoccupante. Lo rileva un sondaggio dell’Associated Press-NORC Center for Public Affairs Research e dell’Energy Policy Institute dell’Università di Chicago.

Legge

Biden sta lottando per far approvare una nuova legge prima del vertice sul clima delle Nazioni Unite. Il sondaggio AP-NORC/EPIC mostra che il 55% degli americani vuole che il Congresso vari una legge per garantire che si aumenti la quantità di elettricità prodotta da fonti pulite. Più energia elettrica pulita dunque, e meno carbone e gas naturale dannosi per il clima. Ma le lobby del carbone si oppongono.

Vertici

Il vertice dei Capi di Stato e di governo dei Paesi appartenenti al G20 si sta per tenere a Roma il 30 e 31 ottobre, a un giorno dall’inizio della conferenza sul clima di Glasgow. Conterà sulla presenza oltre che dei membri del G20, di alcuni Paesi invitati e dei rappresentanti di alcune delle principali organizzazioni internazionali e regionali. Il vertice costituisce il punto di arrivo, a livello di leadership internazionale, dell’intenso lavoro svolto durante l’anno nelle riunioni ministeriali, nei gruppi di lavoro e nelle riunioni degli ‘engagement group’. Tra i temi che saranno trattati non mancheranno le problematiche legate ai cambiamenti climatici. Come quello sul ruolo del settore privato per combattere il climate change. Un preludio alla COP26, la conferenza delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici, che quest’anno sarà presieduta dal Regno Unito. La speranza diffusa è che da questi due incontri non escano soltanto i soliti “blablabla”.