(foto senato.it)

Con un voto a scrutinio segreto e in un clima di forte tensione tra centrodestra e centrosinistra il Senato ha affossato il disegno di legge Zan contro la omostransfobia (dal nome del promotore, deputato Pd) approvato dalla Camera il 4 novembre del 2020.

Un ddl fortemente sostenuto da Pd, Cinquestelle e Leu e altrettanto fortemente osteggiato dal Carroccio, Fdi e Forza Italia, soprattutto perchè contiene il riconoscimento dell’identità di genere contro il quale, ma non solo, si sono espressi l’anno scorso e ancora oggi il Vaticano e le associazioni cattoliche. L’affossamento è avvenuto con l’approvazione (a scrutinio segreto) della ‘tagliola’ (154 i voti favorevoli, i 131 contrari, 2 gli astenuti) una procedura che blocca il ddl impedendo il passaggio all’esame degli articoli e degli emendamenti.

Ieri si è lavorato molto tra i due schieramenti per trovare qualche possibilità di un accordo per delle modifiche al testo ma non c’è stato nulla da fare: di fronte all’indisponibilità di Pd e M5s a correzioni concordate, Lega e Fdi hanno attivato la procedura per mettere in votazione la ‘tagliola’, che la presidente Casellati ha ritenuto ammissibile e che è andata in votazione in tarda mattinata col risultato positivo per i proponenti: 154 a 131. Questa procedura speciale non è una novità in caso di mancato accordo politico, di forti divergenze su un testo o di voti di coscienza. E così di una legge contro la omotransfobia se ne parla, se va bene, tra sei mesi.

Al risultato l’aula di palazzo Madama si è trasformata in uno stadio: dai banchi del centrodestra applausi e abbracci, non una ola ma quasi, da quelli del centrosinistra proteste e urla di rabbia con il grido “Vergogna!” su tutti. E’ poi iniziato l’esame ufficioso sui numeri nel tentativo di scoprire chi incolpare per la ventina di voti venuti a mancare al centrosinistra che hanno fatto vincere questa mano al centrodestra, insomma la caccia ai ‘franchi tiratori’, anche se in casi di coscienza come quello in questione questa etichetta non è esatta: comunque l’indice è stato puntato, a torto o a ragione, verso una decina di senatori del Misto? Ma anche su alcuni senatori di Italia Viva, come ritengono in molti al Nazareno, anche se il partito di Renzi – che era assente – ha respinto sdegnosamente l’insinuazione difendendo il ddl Zan e accusando il Pd di arroganza.

Quindi si sono scatenati i commenti. Matteo Salvini: “Sconfitta l’arroganza di Letta e dei Cinquestelle: hanno detto di no a tutte le proposte di mediazione, comprese quelle formulate dal Santo Padre, dalle associazioni e da molte famiglie, e hanno affossato il Ddl Zan. Ora ripartiamo dalla proposte della Lega: combattere le discriminazioni lasciando fuori i bambini, la libertà di educazione, la teoria gender e i reati di opinione”. Enrico Letta: “Hanno voluto fermare il futuro. Hanno voluto riportare l’Italia indietro. Sì, oggi hanno vinto loro e i loro inguacchi, al Senato. Ma il Paese è da un’altra parte. E presto si vedrà”. Andrea Orlando: “Pensano di aver fatto un dispetto al Pd, hanno fatto uno sfregio all’Italia”. Giuseppe Conte: “Sul ddl Zan registriamo un passaggio a vuoto su un percorso di civiltà e di contrasto a ogni forma di discriminazione e violenza per l’orientamento sessuale. Chi oggi gioisce per questo sabotaggio dovrebbe rendere conto al paese che su questi temi ha già dimostrato di essere più avanti delle aule parlamentari”. Maria Elena Boschi (Iv): “L’arroganza di Cinquestelle e Pd ha prodotto una sconfitta incredibile, non solo per il Parlamento, che ha perso l’occasione di far approvare una legge di civiltà, ma per le tante donne e uomini che aspettavano di essere finalmente tutelati da aggressioni e discriminazioni”. “Oggi – prosegue la capogruppo Iv alla Camera – si è verificato quello che abbiamo paventato da mesi, così la cecità e l’ostinazione di pochi ha fatto affossare una legge necessaria al Paese”. “Noi siamo quelli che hanno portato a casa la legge sulle unioni civili, loro hanno giocato sulla pelle di persone che meritavano una legge, non delle bandierine. Lo dico con amarezza perché fino alla fine ho sperato di sbagliare le previsioni, ma purtroppo e’ andata come avevamo immaginato. Un vero dispiacere”.