Renzi
(foto account FB M. Renzi)

L’attacco politico-giudiziario in corso contro Matteo Renzi, con spiegamento di forze politiche, mediatiche e giudiziarie, è forse paragonabile, anche se lontanamente, a quello che e’ successo a Berlusconi. Ovviamente i due non sono degli stinchi di santo, ma quando c’è tanta acredine, si è portati a riflettere, adombrandosi propositi di vendetta. E’ Alessandro Sallusti su Libero ad elencare le presunte colpe politiche dell’ex premier.
la prima cosa, la più fresca è quella di avere fatto cadere il governo Conte, consegnando di fatto nella cassaforte di Mario Draghi i 240 miliardi in arrivo dall’Europa. Un bel colpo per chi ci faceva già fatto la bocca. Poi c’è che Renzi da premier provo’ a scardinare con l’aiuto di Luca Palamara il sistema giudiziario di sinistra, che, a detta di Sallusti, da vent’anni comanda in Italia. Ma la chicca più bella è il terzo punto Renzi all’indomani della sconfitta al Referendum avrebbe pensato (lo racconta uno che era nellle sue segrete stanze), di sciogliere il Pd e fondare il suo partito della Nazione. “All’ultimo Matteo non ebbe il coraggio sufficiente per cambiare la storia della sinistra e dell’Italia”, racconta a malincuore l’antico amico. Già ma solo averci pensato, solo avere creato l’idea di fare morire il Pd, e’ un peccato mortale che condanna Renzi all’inferno. Però tra poco ci sono le elezioni per il Quirinale e probabilmente per vincere ci sarà bisogno anche dei suoi voti. Hanno messo in giro voci su chiamate di Marcello Dell’Utri, peccato non si sia parlato anche di Verdini, fresco di una lunga carcerazione, per sollecitare la candidatura di Berlusconi. Interpellato dal Corriere Dell’Utri ha risposto: “Renzi? Ho tanti amici vecchi e nuovi” . Come fa poi Dell’Utri, dopo tutto quello che passato, ad interessarsi ancora di politica è un mistero. Poi il Corriere ha intervistato Maria Elena Boschi, che ha detto” Italia viva non andrà mai con Conte, Salvini e Meloni”. Sul prossimo capo dello Stato ha spiegato “e’ presto per dirlo. Decideremo tutti insieme a gennaio. Ora e’ fondamentale aiutare Draghi a fare il bene dell’Italia. Come abbiamo fatto in questo 2021”. Se non è un endorsement poco ci manca.