Medici famiglia SIMG
(foto Online Marketing su Unsplash)

C’è un secondo PNRR, strettamente correlato alla sanità futura in Italia. È il “Progetto Nazionale di Rinascita e Ripartenza della Medicina Generale”, che proposto al 38° Congresso Nazionale della SIMG – Società Italiana di Medicina Generale e delle Cure Primarie. Il Congresso è iniziato il 20 novembre con sessioni online, prosegue fino al 31 marzo 2022 con un ampio sviluppo di contenuti formativi da remoto e tre giorni di sessioni in presenza da giovedì 25 a sabato 27 novembre presso la Fortezza da Basso di Firenze.

Futuro

SIMG è un’associazione nata per promuovere, valorizzare e sostenere il ruolo professionale dei medici di medicina generale. I partecipanti al congresso che seguono dal web saranno condotti in una realtà virtuale che consentirà di partecipare alle sessioni, contribuire alla discussione e mettersi alla prova in esercitazioni a distanza. Sono attesi circa 700 clinici, con 240 relatori e oltre 5 mila partecipanti a distanza. Verranno affrontati i problemi di politica sanitaria posti dalla pandemia, il ruolo futuro del Medico di Medicina Generale (MMG), l’allocazione delle risorse del PNRR. Così come il rapporto tra ospedale e territorio, le nuove tecnologie e l’uso della telemedicina. Sul fronte più strettamente scientifico si affronteranno da un lato le questioni legate alle malattie croniche (patologie cardiovascolari, respiratorie, metaboliche, neurodegenerative, controllo del dolore, solo per citare le più ricorrenti). Dall’altro lato le emergenze che si presentano al MMG a partire proprio dal Covid.

Forza

“Il congresso – sottolinea il professor Claudio Cricelli, presidente SIMG – cade in un momento cruciale della vita del SSN e della nostra professione. Sarà l’occasione per proporre entro il primo semestre del 2022 l’organizzazione della prima Conferenza nazionale della medicina generale e delle cure territoriali nel SSN e nel sistema Paese Italia”. Si parte da una “analisi critica delle carenze strutturali”, ma anche “dei grandi punti di forza emersi all’interno del SSN”. Obiettivo quello di una “svolta radicale”, a partire dai “processi di formazione di una classe di medici di famiglia qualificata”.

Diagnostica

Il prof. Cricelli rimarca: “Ci occuperemo, ad esempio, di definire i modelli” per “una divisione dei compiti tra i medici che compongono uno studio” e poi gli strumenti e il personale di supporto qualificato. Sarà importante un ampio coinvolgimento, oltre alle forze politiche e alle Regioni, anche di infermieri, personale di studio medico e altre figure sanitarie ed esperte di management. Inoltre, “ai MMG dovranno spettare compiti di diagnostica, affinché la presa in carico dei pazienti cronici sia completa. Noi – conclude il prof. Cricelli – siamo la medicina del territorio, di prossimità. Dobbiamo erogare livelli di assistenza e di cura di alto livello ai cittadini di uno Stato moderno”.

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