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martedì, 16 Agosto 2022

Dai medici di famiglia decalogo di precauzioni contro Omicron. Il vaccino resta decisivo

Consigli dei medici di famiglia per contrastare la variante Omicron. La Società Italiana di Medicina Generale e delle Cure Primarie (SIMG) aggiorna le norme di comportamento per fronteggiare la quarta ondata della pandemia. I medici di famiglia sono da sempre in prima linea, vere sentinelle della salute. Ma il mix tra l’elevata contagiosità di Omicron e l’alta aggressività di Delta propone uno scenario sostanzialmente nuovo. Stanno crescendo le preoccupazioni dei sanitari per l’aumento vertiginoso dei nuovi casi di Covid-19, a cui possono seguire ricoveri ospedalieri e decessi.

Corsa

Si assiste a una corsa al tampone in tutte le regioni, senza che vi sia sempre un’offerta corrispondente. Il tracciamento è saltato e chi ha avuto l’immunità grazie all’infezione da Delta può essere reinfettato da Omicron. In questo quadro, segnala SIMG, i vaccini restano la migliore arma di difesa, purché con tre dosi. Sul territorio il medico di famiglia resta il riferimento per l’informazione, la segnalazione precoce, l’avvio del tracciamento e per garantire la necessaria indispensabile assistenza. L’attività domiciliare e all’interno degli studi medici è inevitabilmente critica e deve svolgersi in rigorosa sicurezza.

Indicazioni

“Vogliamo offrire indicazioni chiare e autorevoli sia alla popolazione che ai medici di famiglia – sottolinea il professor Claudio Cricelli, presidente SIMG –. L’elevata contagiosità di Omicron, anche a fronte di sintomi apparentemente più lievi, provoca un impatto epidemiologico oltreché clinico”. I medici di medicina generale sono “i primi che possono intervenire per appiattire la curva, rallentando i contagi. Tuttavia, il carico di lavoro complessivo è enorme, poiché devono seguire anche tutte le altre patologie”.

Studi medici

SIMG invita i pazienti a frequentare gli studi medici solo per reali necessità non differibili e, in caso, evitando affollamenti in sala di attesa e all’ingresso. Per le ricette si può ricorrere a telefono o mail, così come per la trasmissione di risultati di accertamenti diagnostici e consulenze. In caso di sintomi anche lievi che possano far pensare al Covid è necessario isolarsi e contattare tempestivamente il proprio medico, il cui consulto è indispensabile prima di intraprendere qualsiasi iniziativa personale.

Programmato

L’accesso agli studi medici deve essere programmato e limitato ai soli pazienti muniti di mascherina e dopo igienizzazione delle mani. Ancora meglio se si possano attivare sistemi di rilevazione della temperatura. La distanza in sala d’attesa tra ogni individuo deve essere deve essere superiore a 2 metri e la permanenza non deve superare i 15 minuti. Altre prassi da adottare sono una frequente areazione dei locali, la disinfezione di tutte le superfici, l’uso di mascherine FFP2 e schermature.

Vulnerability index

I pazienti con sintomi sospetti o confermati con Covid-19 devono essere gestiti a distanza nei limiti del possibile e in caso di visita domiciliare devono essere adottate scrupolosamente misure precauzionali. In attesa di approvazione da parte delle autorità competenti di nuovi antivirali, i medici di famiglia hanno un ruolo fondamentale nell’indirizzare i pazienti vulnerabili alla somministrazione degli anticorpi monoclonali, unico strumento terapeutico oggi a disposizione. La gestione di qualunque paziente deve iniziare con la valutazione immediata dell’indice di fragilità (vulnerability index) per l’inizio del trattamento entro 5 giorni, e comunque non oltre 10 giorni dall’inizio dei sintomi.

Alessandro Cavaglià
Alessandro Cavaglià
Giornalista parlamentare, classe 1956. Già vice caporedattore AGI, responsabile pro tempore delle redazioni Politico-parlamentare, Interni-Cronaca e della Rete speciale per Medio Oriente e Africa. Ha lavorato ad AdnKronos e collaborato con La Stampa e Il Mondo. Laureato in Lettere-Storia moderna all'Università La Sapienza di Roma

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