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sabato, 28 Maggio 2022

Draghi tace sul Quirinale e difende le misure anti-Covid, “Il problema sono i no-vax”

“Non risponderò a domande sugli sviluppi politici relativi alla mia persona, Quirinale o altro”.

Mario Draghi ha stoppato così la curiosità dei giornalisti sul tema più caldo sul tappeto – il 24 la prima chiama per il Colle – in apertura della conferenza stampa sulle ultime misure anti-Covid prese dal governo. Misure che il premier ha difeso spada tratta, soprattutto per la decisione di riaprire le scuole dopo le vacanze natalizie, confermando che la campagna vaccinale è l’arma migliore che il Paese possiede per combattere la pandemia e che i problemi nella guerra al Covid provengono sostanzialmente da quei due-tre milioni di cittadini che hanno deciso di non vaccinarsi.

Sono i non vaccinati che intasano per due terzi le corsie degli ospedali e le terapie intensive, ha detto più volte il premier elencando cifre e statistiche che inchioderebbero i no-vax alle loro responsabilità nei confronti dell’intera comunità nazionale. Draghi si è anche scusato per aver ritardato un incontro con la stampa dopo l’ultimo decreto, motivo per cui palazzo Chigi è stato oggetto di critiche. “Mi scuso, non ho valutato quanta attesa i cittadini riponevano in un’illustrazione immediata dei provvedimenti, prendete questa conferenza come un “atto riparatorio”…” ha detto in finale il presidente del Consiglio dribblando le domande che comunque alcuni giornalisti gli hanno posto sul suo futuro politico, sperando in qualche accenno al Colle. Niente da fare.

Il premier ha risposto solo a quesiti sulla tenuta della sua maggioranza spiegando che “una diversità di vedute” in alcuni casi e in una formazione così allargata “è cosa normale” ma sottolineando comunque il fatto che “c’è voglia di lavorare insieme” e che “il governo va avanti bene”. Tutto qui.

Basta per capire se intende o no rimanere a Chigi? No, perchè Draghi è stato ben attento a non derogare dal silenzio che si era imposto sulla questione. E quindi a concedere un minimo spiraglio sul conclave laico convocato a Montecitorio tra due settimane, un conclave che grava con la sua ingombrante ombra sul futuro dell’esecutivo.

Stasera c’è stato chi lo ha ‘provocato’ cercando fino all’ultimo di strappargli un indizio sul suo comportamento futuro. No comment. Anzi silenzio ribadito, anche quando gli hanno riportato un concetto che Berlusconi avrebbe espresso ai suoi e cioè la minaccia di far uscire Forza Italia dalla maggioranza se Draghi andasse al Colle. Il premier non ha battuto ciglio: “Come già detto non rispondo a queste domande”.

Gianfranco Eminente
Gianfranco Eminente
Cronista prima di tutto. Ha iniziato il praticantato ed è diventato giornalista professionista lavorando per 'Il Giornale d'Italia' nel 1974. E' passato poi all'Agenzia Italia ricoprendo vari incarichi: inviato speciale, capo degli Esteri e del servizio Diplomatico, anche quirinalista e dal 1989, a Montecitorio, redattore capo e responsabile del servizio Politico di questa primaria agenzia di stampa nazionale. Nel 2001 è stato nominato vice-Direttore vicario sempre all'Agi, incarico che ha mantenuto fino al 2009. Giornalista parlamentare.

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