(Foto di Masum Ali da Pixabay)

In Italia nuovo record dei contagi da Covid: 220.532 nelle ultime 24 ore, il numero più alto registrato in due anni, e 294 morti.

In Francia non va certo meglio (350.000 nuovi casi in un solo giorno) ma in affanno è tutto il vecchio continente. E le prospettive almeno a breve termine non sono rassicuranti. “Al ritmo attuale dei contagi, infatti, da qui a due mesi oltre il 50% degli europei sarà contagiato dalla variante Omicron del Covid” ha detto il direttore dell’Oms Europa, Hans Kluge, in un briefing sull’andamento della pandemia nel continente.

Non solo, aggiungono gli esperti dell’Organizzazione mondiale della sanità, ma c’è la necessità di vaccini nuovi in quanto i booster sembrano non bastare più. Per questo, suggeriscono, sono necessari e andrebbero sviluppati vaccini contro il Covid-19 che abbiano un alto impatto sulla prevenzione dell’infezione e della trasmissione, oltre che sulla prevenzione di malattie severe e morte. E con l’emergere di nuove varianti, sempre secondo l’Oms, “non è utile continuare ad effettuare richiami con i vaccini già esistenti. In Europa si sono registrati oltre 7 milioni di nuovi casi di Covid nei primi sette giorni del 2022, più che raddoppiati in due settimane.

Intanto, in casa nostra, è scoppiata una nuova polemica sull’utilità o meno di un report quotidiano del ministero della Salute e della Protezione civile sull’andamento della pandemia (nuovi contagi, numero di tamponi, ospedalizzazioni, terapie intensive e morti). Per alcuni questo bollettino quotidiano è inutile, anzi “ansiogeno” come l’ha definito l’infettivologo Matteo Bassetti favorevole a report settimanali, come sembra stia pensando di suggerire al governo anche il Comitato tecnico-scientifico. “Bisogna finirla col report serale: non dice nulla e non serve a nulla se non a mettere ansia alle persone e a farci fare brutta figura agli occhi del mondo” dice il primario di malattie infettive all’ospedale San Martino di Genova. Perchè per esempio, spiega, “conteggia come ricoverati tutti coloro che si trovano in ospedale e risultano postivi al tampone anche se il motivo per cui sono lì non ha nulla a che vedere con il virus”. Anche il sottosegretario alla salute Andrea Costa la pensa così: per l’esponente di governo è necessario soffermarsi essenzialmente sui dati delle ospedalizzazioni e sull’occupazione delle terapie intensive. Per Costa un report giornaliero sui contagi è inutile perchè, dice, nella situazione attuale il numero dei contagi “di per sè non dice nulla”.

L’altro sottosegretario alla Salute, Pierpaolo Sileri, invece, è di parere opposto: in questa situazione, spiega Sileri, pur d’accordo sul fatto che i numeri delle ospedalizzazioni e dei ricoveri in terapia intensiva sono più importanti rispetto al mero conteggio dei casi positivi, “è utile una comunicazione puntuale e trasparente di tutti i dati disponibili, accompagnata da un’adeguata interpretazione che aiuti i cittadini a orientarsi meglio in questa nuova fase della pandemia”.

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