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domenica, 29 Maggio 2022

Mentre a Roma si vota, Ucraina e Fed affondano le Borse. E’ stato un lunedì nero

Mentre a Roma si vota per l’elezione del presidente della Repubblica (ma la prima fumata è nera), le Borse europee e Wall Street affondano. E Milano è la peggiore con un -4%.

Sul tracollo hanno pesato due fattori: a) le nuove tensioni Usa-Russia sull’Ucraina, con Biden che sta pensando di inviare uomini, navi e aerei ai paesi baltici della Nato come mossa per dissuadere Mosca da un intervento contro Kiev (e per questo intende contattare e allertare tutti i leader europei, da Macron a Johnson, da Draghi a Scholz); b) la stretta, l’attesa di un rialzo dei tassi in funzione anti-inflazione atteso da parte della Federal Reserve che si riunisce domani e dopodomani.

Per le borse europee è stato un vero e proprio “lunedì nero”: persi 390 miliardi di capitalizzazione. Una tendenza che si è manifestata fin da inizio giornata, un’ondata di vendite in scia a Wall Street, in rosso dopo la settimana peggiore da marzo 2020. Detto di piazza Affari, non è andata meglio alle altre piazze continentali: -3,5% Parigi, -3,4% Francoforte, -2,9% Madrid, -2,7 Londra. In caduta libera anche la Borsa di Mosca con il rublo in perdita di posizioni rispetto a dollaro e euro.

Per quanto riguarda la Fed gli analisti ritengono che l’istituto centrale opterà per lo status quo, ma dovrebbe fornire indicazioni sulle mosse di marzo, quando il costo del denaro dovrebbe essere ritoccato al rialzo. Anche la direttrice del Fondo monetario internazionale, Cristalina Georgeva, ha sottolineato che è estremamente importante che la Fed comunichi chiaramente i suoi piani di politica monetaria per evitare sorprese, sottolineando anche he l’aumento dei tassi d’interesse da parte dell’istituto Usa potrebbe raffreddare la già debole ripresa economica di alcuni Paesi.

Gianfranco Eminente
Gianfranco Eminente
Cronista prima di tutto. Ha iniziato il praticantato ed è diventato giornalista professionista lavorando per 'Il Giornale d'Italia' nel 1974. E' passato poi all'Agenzia Italia ricoprendo vari incarichi: inviato speciale, capo degli Esteri e del servizio Diplomatico, anche quirinalista e dal 1989, a Montecitorio, redattore capo e responsabile del servizio Politico di questa primaria agenzia di stampa nazionale. Nel 2001 è stato nominato vice-Direttore vicario sempre all'Agi, incarico che ha mantenuto fino al 2009. Giornalista parlamentare.

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