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domenica, 29 Maggio 2022

Seconda fumata nera, 527 bianche ma una quarantina di voti vanno a Mattarella…

Seconda fumata nera a Montecitorio nelle votazioni per l’elezione del presidente della Repubblica.

Nuova valanga di schede bianche, 527 (ieri erano state 672), effetto del perdurante stallo per il mancato accordo tra le forze politiche. Uno stallo che probabilmente si ripeterà anche domani quando il quorum richiesto sarà sempre dei due terzi (673).

Domani però potrebbe essere la giornata decisiva per verificare se tra centrodestra e centrosinistra è possibile un accordo: è stato infatti programmato un vertice ristretto tra i leader delle due coalizioni da cui non si dovrebbe uscire senza una parola definitiva: o accordo su un nome o scontro ad oltranza. “Ci chiudiamo a pane e acqua e non ne usciamo senza aver capito come può concludersi questa elezione” ha detto il segretario dem Enrico Letta dopo la sostanziale bocciatura da parte del centrosinistra della terna di nomi proposta nel pomeriggio dal centrodestra, una bocciatura che ha di nuovo azzerato le posizioni e anche se parzialmente allontanato l’ipotesi di un’intesa su un nome per il Colle già dopodomani, giovedì 27, alla quarta votazione quando il quorum scenderà a 505 voti.

Mancano poche ore a quell’appuntamento e saranno ore ancora più febbrili di quelle degli ultimi due giorni. Ce la faranno i 1009 Grandi elettori ad eleggere un capo dello Stato mentre spirano venti di guerra intorno all’Ucraina, la bolletta energetica strangola imprese e famiglie e il Covid miete ancora centinaia di vittime ogni giorno?

Il voto di oggi intanto qualche piccolo ma forse indicativo segnale lo ha dato: un briciolo di insofferenza dei peones per l’ordine di scuderia? Voglia di esercitare un pò di fantasia o di creare curiosità? Fatto sta che nella pioggia di schede bianche spiccano i circa 200 Grandi elettori che non hanno obbedito agli ordini dei vari partiti e nell’urna qualcosa hanno scritto, nomi improbabili o scarabocchi, qualcosa che Fico e Casellati hanno registrato e catalogato come voti dispersi (161) e schede nulle (38).

Che dire poi della quarantina di voti (39) andati a Mattarella? Il capo dello stato ha fatto sapere a tutti e in tutte le salse che non ha nessuna intenzione di fare il bis. Ma oggi è rientrato a Roma da Palermo e sul Torrino è stata di nuovo esposta la bandiera che segnala la presenza del presidente al Quirinale. Due cose che non vogliono dire niente, forse, ma se lo stallo nell’elezione del successore si prolungasse con votazioni a ripetizione fino a mettere in crisi l’intero sistema Italia davanti agli occhi del mondo e se l’appello gli venisse da tutto (o quasi) l’arco politico, potrebbe Mattarella, uomo delle istituzioni, continuare a dire di no?

Gianfranco Eminente
Gianfranco Eminente
Cronista prima di tutto. Ha iniziato il praticantato ed è diventato giornalista professionista lavorando per 'Il Giornale d'Italia' nel 1974. E' passato poi all'Agenzia Italia ricoprendo vari incarichi: inviato speciale, capo degli Esteri e del servizio Diplomatico, anche quirinalista e dal 1989, a Montecitorio, redattore capo e responsabile del servizio Politico di questa primaria agenzia di stampa nazionale. Nel 2001 è stato nominato vice-Direttore vicario sempre all'Agi, incarico che ha mantenuto fino al 2009. Giornalista parlamentare.

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