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martedì, 5 Luglio 2022

Terza ‘nera’. Sale Mattarella. Letta boccia la Casellati e avverte Salvini, “Qui salta tutto”

Terza votazione per il Colle e terza fumata nera ma con una novità: malgrado l’indisponibilità ad un bis manifestata in più occasioni, sono aumentati i voti per Mattarella che dai 39 di ieri è passato agli odierni 125, non pochi considerando che l’indicazione per un Mattarella-bis non è stata data da nessun partito.

Dopo Mattarella si è piazzato, anche questa una sorpresa, Guido Crosetto (Fdi) con 114, quasi il doppio dei grandi elettori del partito della Meloni che ha avanzato quel nome “per smuovere le acque”. Poi 52 per Casini e 20 per Giorgetti, anche questi due fuori dalle indicazioni ufficiali dei partiti. 412 le bianche, 40 i voti dispersi, 22 i voti nulli. Niente quorum. Stallo perdurante con nuvole all’orizzonte.

Domani però potrebbe cambiare tutto dal momento che alla quarta votazione per essere eletti al Colle sarà sufficiente la maggioranza assoluta, cioè 505. Ma le premesse politiche non sono positive. Ancora nessuna notizia infatti del ‘conclave’ tra centrodestra e centrosinistra invocato da Letta per trovare presto una soluzione ma intanto il segretario Dem ha sparato ad alzo zero contro il troppo intraprendente – e anche troppo imprudente, secondo lui – alleato di governo, Salvini, nel caso fosse tentato di forzare la mano e puntare con tutto il centrodestra sulla Casellati già domani alla quarta votazione senza passare per un’intesa con il centrosinistra su un candidato condiviso.

Per stoppare il blitz dell’alleato leghista Letta usa termini di una durezza inusitata: “E’ a rischio la maggioranza”. “Proporre la candidatura della seconda carica dello Stato, insieme all’opposizione, contro i propri alleati di governo sarebbe un’operazione mai vista nella storia del #Quirinale. Assurda e incomprensibile. Rappresenterebbe, in sintesi, il modo più diretto per far saltare tutto” dice il tweet dell’infuriato segretario dem. Che forse ce l’ha pure con l’altro alleato, Conte, che, teme Letta, potrebbe dare una mano a Salvini nel suo blitz (visto che i grillini nel 2018 la Casellati l’hanno votata a palazzo Madama). Ma con Conte ci sono altri motivi di divisione: come l’atteggiamento rispetto alla posizione del premier Draghi, sponsorizzato da Letta per il Quirinale ma non dal presidente dei Cinquestelle che anche oggi ha rimarcato la linea M5s, ossia sì a Draghi ma a capo del governo e non al Colle. “Oggi che la nave è ancora in tempesta – ha detto con foga l’ex-premier che ha dovuto lasciare il suo posto proprio all’ex-numero uno della Bce – il M5S dice sì a Draghi. Anzi lo rafforza (a palazzo Chigi, ndr) perché le emergenze ci sono ancora adesso. Diciamo sì alla missione di cui lo abbiamo investito, il M5s è disponibile a rilanciare e supportare l’azione di governo per un patto coi cittadini”.

Gianfranco Eminente
Gianfranco Eminente
Cronista prima di tutto. Ha iniziato il praticantato ed è diventato giornalista professionista lavorando per 'Il Giornale d'Italia' nel 1974. E' passato poi all'Agenzia Italia ricoprendo vari incarichi: inviato speciale, capo degli Esteri e del servizio Diplomatico, anche quirinalista e dal 1989, a Montecitorio, redattore capo e responsabile del servizio Politico di questa primaria agenzia di stampa nazionale. Nel 2001 è stato nominato vice-Direttore vicario sempre all'Agi, incarico che ha mantenuto fino al 2009. Giornalista parlamentare.

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