Colpita la più grande centrale nucleare d’Europa. Paura ma non c’è fuga radioattiva. Scambio di accuse Kiev-Mosca

0
(foto Maxim Gavrilyuk su Wikipedia Ucraina da de.wikipedia.org)
  • Al nono giorno di guerra in Ucraina si è sfiorata la catastrofe nucleare quando una salva di razzi russi ha centrato il perimetro del sito della centrale di Zaporizhzhia, la più grande d’Europa, la nona più grande del mondo e la prima tra le quattro attualmente in funzione nel paese invaso dalle forze armate di Putin. Per qualche ora si è temuto il peggio, cioè – secondo la versione ucraina – un disastro dieci volte più grave di Chernobyl ma dopo che le stesse forze militari russe, al termine di ore di combattimenti, hanno preso il controllo della centrale l’agenzia atomica dell’Onu (Aiea) ha informato che i reattori dell’impianto non sono stati danneggiati e non vi è stata alcuna fuga radioattiva. Costruita tra il 1984 e il 1995 a Enerhodar, nel sud-est stepposo dell’Ucraina presso il bacino idrico di Kakhovka sul fiume Dnepr, è a circa 200 chilometri dalla regione contesa del Donbas e a 550 chilometri da Kiev. Ha 6 reattori ciascuno con una potenza di 1000MW e una capacità di potenza totale di 42miliardi di Kwh, energia sufficiente per alimentare circa quattro milioni di case. In tempi normali produce un quinto dell’elettricità dell’Ucraina e quasi la metà dell’energia generata dagli impianti nucleari del paese. Anche in questo caso come in tanti altri in questa guerra che è anche uno scontro a colpi di disinformazione, c’è il ping-pong delle responsabilità. Mosca sostiene che l’attacco è stato lanciato “in risposta a una provocazione degli ucraini”, opposta la versione di Kiev con il presidente Zelensky che accusa la Russia , lo “stato terrorista nucleare”: “Sapevano cosa stavano colpendo, hanno mirato direttamente il sito” e avverte: “Questa notte sarebbe potuta essere la fine della storia dell’Ucraina e dell’Europa”. Kiev sostiene inoltre che nella centrale gli operai “stanno lavorando sotto la minaccia delle armi”. “Scellerato”, cosi il premier Mario Draghi ha definito l’attacco nella notte da parte della Russia alla centrale nucleare di Zaporizhzhia. Un attacco, si legge in una nota di Palazzo Chigi, “contro la sicurezza di tutti” che sottolinea una volta di più, dall’inizio del conflitto, come “l’Unione Europea deve continuare a reagire unita e con la massima fermezza, insieme agli alleati, per sostenere l’Ucraina e proteggere i cittadini europei”.

Exit mobile version