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mercoledì, 1 Febbraio 2023

Ucraina: UNICEF e Save the Children insieme per i bambini

In Italia alla frontiera nord del Valico Fernetti, nei pressi di Trieste, sono impegnati insieme gli operatori di UNICEF e Save the Children. Imperativo è dare aiuto a migliaia di profughi con bambini al seguito che dalle zone di guerra si riversano nei Paesi limitrofi e nel resto d’Europa. In pochi giorni gli operatori sono entrati in contatto con più di 1600 persone. Hanno distribuito i generi di prima necessità come medicinali e cibo, ma anche mascherine FFP2 e hanno collaborato con tutte le organizzazioni che sono presenti nella zona, insieme agli assistenti culturali e linguistici. I bambini rappresentano il 40% del totale dei profughi, tra loro anche neonati. 

Numeri

La collaborazione tra UNICEF e Save the Children era iniziata a dicembre 2020 in piena pandemia. Oggi questo connubio si traduce in un’esperienza fattiva estremamente utile in un contesto che era impensabile fino a qualche mese fa. La guerra scatenata dalla Russia in Ucraina si stima abbia già tratto in fuga tra gli 800mila e 1 milione di bambini. Questo il numero di giovanissimi che sono riusciti a entrare nelle aree di protezione fuori dal loro Paese nelle ultime settimane. Ad oggi sono più di 2 milioni le persone riuscite a scappare dall’Ucraina. Una stima che non ha precedenti nella storia delle crisi umanitarie e che è destinata a salire.

Ricongiungimento

Mentre nelle ultime ore un numero sempre più alto di bambini, arriva alla frontiera da solo, senza il sostegno della famiglia. Si aggiunge così un’altra emergenza al disastro umanitario in corso. Questi bambini – avverte Save the Children – hanno bisogno anche di protezione, non possono muoversi da soli. Sono bambini e adolescenti mandati avanti da familiari che non hanno potuto uscire dall’Ucraina e che però hanno cercato di mettere i figli in salvo, lontano dalle bombe. Altri hanno perso le loro famiglie nella concitazione della fuga dalle loro case. E molti in arrivo alle frontiere hanno meno di 14 anni e manifestano segni di disagio psicologico. Non è facile farli ricongiungere con le loro famiglie di origine o i familiari presenti in paesi vicini come la Polonia.

Vulnerabilità

“I genitori stanno ricorrendo alle misure più disperate e dolorose per proteggere i propri figli, incluso l’allontanarli da sé e mandarli via con vicini e amici, per cercare sicurezza fuori dall’Ucraina, mentre loro rimangono in patria per proteggere le loro case” ha dichiarato Irina Saghoyan, direttrice di Save the Children per l’Europa orientale. “Per i bambini, la separazione dai propri cari può tradursi in un profondo stress psicologico dovuto all’insicurezza, alla paura per le sorti dei membri della propria famiglia e all’ansia da separazione. Aumentano anche i rischi di violenza, sfruttamento, tratta e abusi. Molti di loro viaggiano con i loro fratelli maggiori o con famiglie allargate, vicini o altri adulti di riferimento. Hanno bisogno di protezione e supporto e sono ancora incredibilmente vulnerabili” ha proseguito Irina Saghoyan. Per informazioni è attivo il numero di Save the Children: 06-48070063/81/82. Anche L’UNICEF e l’UNHCR esortano tutti i paesi vicini e coinvolti a garantire l’immediata identificazione e registrazione dei bambini non accompagnati e separati che fuggono dall’Ucraina, dopo avergli permesso di accedere al loro territorio.

Oriana Mariotti
Oriana Mariotti
Giornalista pubblicista dal 1997. Esperta di comunicazione a 360° ha partecipato alla nascita di Virgilio.it (Matrix), ex manager Gruppo Fiat e Gruppo L’Espresso. Laureata in Lingue e Letterature Straniere presso l’Università di Roma LUMSA.

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