Papa Francesco non cita Putin ma attacca “il potente nazionalista che provoca e fomenta conflitti”

Non ha mai citato Putin dall’inizio della guerra, anche se solo tre giorni dopo l’invasione dell’Ucraina, nell’Angelus del 27 febbraio, aveva detto con chiarezza che il mondo si trovava di fronte non ad un'”operazione militare speciale” bensì ad una guerra vera e propria.

Ma oggi papa Francesco, nel corso della sua visita a Malta, ci è andato vicino, molto vicino.

Mancava infatti solo il nome e il cognome del destinatario nella sua reprimenda sulla guerra in Ucraina pronunciata nell’isola mediterranea ma quell’identi-kit tracciato dal pontefice era l’indubbio ritratto dello zar del Cremlino.

Bergoglio ha affrontato il delicato tema parlando del “vento” proveniente dall’Est dell’Europa, proprio da lì, “dall’Oriente dove sorge prima la luce, sono giunte le tenebre della guerra”. “Pensavamo – ha proseguito – che invasioni di altri Paesi, brutali combattimenti nelle strade e minacce atomiche fossero ricordi oscuri di un passato lontano. Ma il vento gelido della guerra, che porta solo morte, distruzione e odio, si è abbattuto con prepotenza sulla vita di tanti e sulle giornate di tutti”. Quindi, senza citare quel nome, ha scandito: “Mentre ancora una volta qualche potente, tristemente rinchiuso nelle anacronistiche pretese di interessi nazionalisti, provoca e fomenta conflitti”, la gente comune “avverte il bisogno di costruire un futuro che, o sarà insieme, o non sarà. Ora, nella notte della guerra che è calata sull’umanità, non facciamo svanire il sogno della pace”.

Malta, che brilla di luce nel cuore del Mediterraneo, può ispirarci – ha spiegato Bergoglio – perché è urgente ridare bellezza al volto dell’uomo, sfigurato dalla guerra. Una bella statua mediterranea risalente a secoli prima di Cristo raffigura la pace, Irene, come una donna che ha in braccio Pluto, la ricchezza. Ricorda che la pace genera benessere e la guerra solo povertà. E fa pensare il fatto che nella statua pace e ricchezza siano raffigurate come una mamma che tiene in braccio un bimbo. “La tenerezza delle madri, che danno al mondo la vita, e la presenza delle donne sono l’alternativa vera alla logica scellerata del potere, che porta alla guerra. Di compassione e di cura abbiamo bisogno – la conclusione del papa – non di visioni ideologiche e di populismi, che si nutrono di parole d’odio e non hanno a cuore la vita concreta del popolo, della gente comune”.

Il papa condanna la guerra avvertendo che “è stata «preparata da tempo con grandi investimenti e commerci di armi”. E sul volo che da Roma lo portava a Malta il papa, rispondendo alla domanda di un giornalista sull’ipotesi di una sua visita in Ucraina dopo l’invito formulatogli da Zelensky, ha rivelato: “Un viaggio a Kiev è sul tavolo”.

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Gianfranco Eminente
Gianfranco Eminente
Cronista prima di tutto. Ha iniziato il praticantato ed è diventato giornalista professionista lavorando per 'Il Giornale d'Italia' nel 1974. E' passato poi all'Agenzia Italia ricoprendo vari incarichi: inviato speciale, capo degli Esteri e del servizio Diplomatico, anche quirinalista e dal 1989, a Montecitorio, redattore capo e responsabile del servizio Politico di questa primaria agenzia di stampa nazionale. Nel 2001 è stato nominato vice-Direttore vicario sempre all'Agi, incarico che ha mantenuto fino al 2009. Giornalista parlamentare.

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