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mercoledì, 7 Dicembre 2022

Pechino ratifica convenzione ONU contro il lavoro forzato. ILO, importante passo per seconda economia mondiale

La Cina ha ratificato due convenzioni internazionali contro il lavoro forzato. L’Assemblea nazionale del popolo di Pechino ha approvato la ratifica della Convenzione sul lavoro forzato del 1930 dell’Organizzazione internazionale del lavoro (ILO) e la Convenzione sull’abolizione del lavoro forzato del 1957. La ratifica delle convenzioni è uno dei prerequisiti posti dall’Unione Europea per confermare l’accordo bilaterale di investimento firmato alla fine del 2020. Gli Stati Uniti hanno stabilito il blocco alle importazioni dalla Cina che si ritiene siano risultato del lavoro forzato.

In vigore

L’ILO è l’agenzia specializzata delle Nazioni Unite che si occupa di promuovere la giustizia sociale e i diritti umani con particolare riferimento a quelli riguardanti il lavoro. Nel mese di maggio è prevista la missione in Cina dell’Alto commissario ONU per i diritti umani, Michelle Bachelet. È prevista anche una visita nello Xinjiang, la regione nel nord-ovest del Paese dove vive la minoranza musulmana degli Uiguri. L’ILO ha accolto con favore la decisione di Pechino, segnalando che la ratifica porterà a 28 il numero totale delle Convenzioni ratificate dalla Cina, comprese sei delle otto Convenzioni fondamentali. In questo modo la Cina rafforza il suo impegno a eliminare tutte le forme di lavoro forzato all’interno della sua giurisdizione e a rispettare i principi e i diritti fondamentali dell’ILO sul lavoro. Le Convenzioni entreranno in vigore in Cina un anno dopo il deposito degli strumenti di ratifica presso l’ILO.

Fondamentali

Il direttore generale dell’ILO, Guy Ryder, ha dichiarato: “La ratifica dimostra l’impegno a proteggere qualsiasi lavoratore da pratiche di lavoro forzato, che non hanno posto né giustificazione nel mondo di oggi. Questa è una pietra miliare sulla strada verso la ratifica universale delle Convenzioni sul lavoro forzato e la realizzazione dell’Obiettivo di Sviluppo Sostenibile”. Ryder ha aggiunto: “Mi aspetto nuovo slancio e ulteriori sforzi da parte del governo e delle parti sociali in Cina per sostenere lo sviluppo incentrato sull’uomo e il lavoro dignitoso nella seconda economia più grande del mondo”. Secondo le ultime stime globali, circa 25 milioni di persone nel mondo sono costrette a lavorare sotto minaccia o coercizione. Esistono otto Convenzioni Fondamentali dell’ILO, che coprono quattro principi base: lavoro forzato, lavoro minorile, discriminazione e libertà di associazione e contrattazione collettiva.

Alessandro Cavaglià
Alessandro Cavaglià
Giornalista parlamentare, classe 1956. Già vice caporedattore AGI, responsabile pro tempore delle redazioni Politico-parlamentare, Interni-Cronaca e della Rete speciale per Medio Oriente e Africa. Ha lavorato ad AdnKronos e collaborato con La Stampa e Il Mondo. Laureato in Lettere-Storia moderna all'Università La Sapienza di Roma

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