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domenica, 3 Luglio 2022

Il lockdown per il Covid appanna il glamour di Shanghai e Hong Kong. Fuga degli occidentali

Gli sfavillanti skyline di Hong Kong e Shanghai sono stati a lungo associati alla ricchezza e al glamour. Ma nelle ultime settimane sono diventati sinonimo di una realtà molto più cupa, poiché le autorità dei due centri finanziari internazionali lottano ancora per contenere l’epidemia che non finisce. Le misure estreme di contenimento del Covid hanno fortemente limitato la vita dei residenti in entrambe le città. Con Shanghai che ora sta entrando nella terza settimana di lockdown imposto dal governo e i cittadini di Hong Kong che protestano per il terzo anno di quarantena e i limiti di viaggio. Lo stesso Ministero degli Affari Esteri italiano sconsiglia di viaggiare verso Shanghai per operatività dei voli ridotta al minimo e gli aeroporti difficilmente raggiungibili.

Voli

Le porte della Cina verso l’Occidente e viceversa sono di fatto chiuse. Con le frontiere difficili valicare e le rotte aeree sospese, le due città si sono chiuse a gran parte del mondo. Martedì scorso, un solo volo è arrivato a Hong Kong dall’esterno dell’Asia. In netto contrasto con l’era pre-pandemia quando l’aeroporto della città era uno dei più trafficati del mondo, ospitando regolarmente 1.100 voli passeggeri e merci al giorno da e per 200 destinazioni internazionali. Ora la maggior parte del traffico è in uscita, adibito solo al trasporto dei residenti in fuga da Hong Kong verso pascoli più verdi e con meno restrizioni. A febbraio e marzo 2022, più di 180mila persone hanno lasciato la città mentre solo circa 39mila sono entrate, secondo i dati sull’immigrazione.

Rimpatri

Shanghai, come Hong Kong, ospita un gran numero di residenti stranieri, ma cresce il numero dei rimpatri. Jörg Wuttke, presidente della Camera di commercio dell’Unione europea in Cina, stima che la Cina abbia perso circa il 50% di tutti gli espatriati europei dall’inizio della pandemia e avverte che potrebbe esserci un altro esodo di famiglie quest’estate quando l’anno scolastico finirà. “Non sarei sorpreso se un’altra metà di (quelli rimasti) se ne andasse”, ha dichiarato alla CNN la scorsa settimana. Un recente rapporto della Camera di commercio britannica in Cina ha riportato che le scuole internazionali in Cina potrebbero vedere almeno il 40% degli insegnanti lasciare prima del prossimo anno scolastico, il che potrebbe spingere più famiglie a trasferirsi. A guidare queste partenze è l’adesione della Cina a una politica zero-Covid senza compromessi, che si basa su una combinazione di rigorose quarantene ai confini, blocchi interni e test di massa nel tentativo di debellare le infezioni. 

infezioni

Ma anche queste misure non sembrano più sufficienti di fronte all’ultima ondata di Omicron. Hong Kong ha registrato il più alto tasso di mortalità pro capite in Asia e Oceania il mese scorso, poiché i casi sono aumentati e il virus ha colpito in modo grave anche le case di cura per anziani. A marzo nell’ex colonia britannica oltre 55mila casi in 24 ore avevano portato il caos negli ospedali. Shanghai è entrata in crisi subito dopo, con tutti i 25 milioni di residenti posti sotto lock down obbligatorio da fine marzo a oggi. Nel tentativo di rilanciare l’economia in crisi di Hong Kong, il mese scorso il governo ha revocato alcuni divieti di volo e ridotto i requisiti di quarantena. Ma al momento le speranze che questi due centri finanziari internazionali si riaprano presto sono poche.

Futuro

Gabriele, un italiano residente a Shanghai che ha chiesto di essere identificato solo per nome, è risultato positivo all’inizio di aprile e da allora è stato confinato nel suo appartamento per più di tre settimane. Ha descritto alla CNN la sua situazione come un vero incubo. E ha aggiunto che gli operatori sanitari lo avevano rassicurato e che sarebbero andati a testarlo di nuovo, ma “non si sono mai fatti vedere”. Anche i tentativi di contattare le autorità locali non sono andati a buon fine. “Ci sentiamo impotenti”, ha detto. Ora sta pensando di tornare a casa per sempre, lasciandosi alle spalle una città che aveva amato. “Shanghai ha perso completamente il suo splendore. Non so se si riprenderà”, ha detto. “È una città completamente diversa… sembra davvero di tornare indietro nel tempo, invece di guardare al futuro”.

Oriana Mariotti
Oriana Mariotti
Giornalista pubblicista dal 1997. Esperta di comunicazione a 360° ha partecipato alla nascita di Virgilio.it (Matrix), ex manager Gruppo Fiat e Gruppo L’Espresso. Laureata in Lingue e Letterature Straniere presso l’Università di Roma LUMSA.

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