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mercoledì, 18 Maggio 2022

Energia, la strategia Eni in Africa: gas e non solo. In Congo e Angola più produzione, ma anche nuovi percorsi di sostenibilità

Rinnovato impegno strategico di ENI in Africa. La multinazionale integrata dell’energia fondata da Enrico Mattei si muove su un doppio fronte: la ricerca di nuove fonti di approvvigionamento di gas per l’Italia e percorsi per la sostenibilità nei Paesi produttori. Recenti gli impegni assunti, a sostegno dell’azione del governo italiano per superare la dipendenza dal gas russo, nella Repubblica del Congo e in Angola.

Accordo

A Brazzaville è stato siglato un accordo per la produzione di tre milioni di tonnellate/anno di gas naturale liquefatto (GNL) all’anno. L’Ad di ENI, Claudio Descalzi, ha firmato con il ministro degli Idrocarburi della Repubblica del Congo, Bruno Jean Richard Itoua, una lettera d’intenti per l’aumento della produzione e dell’export di gas. Presenti il ministro degli Esteri Esteri, Luigi Di Maio, il suo omologo congolese, Jean-Claude Gakosso, e il ministro della Transizione Ecologica, Roberto Cingolani. Alla firma è seguito un incontro con il Presidente della Repubblica del Congo, Denis Sassou Nguesso. L’accordo prevede in primis lo sviluppo – con avvio previsto nel 2023 – di nuove capacità produttive per il GNL, i cui volumi stimati superano di gran lunga i fabbisogni del mercato congolese.

Decarbonizzazione

Repubblica del Congo ed Eni hanno anche concordato iniziative di decarbonizzazione e per la promozione della transizione energetica. Di interesse l’impegno che lega rinnovabili e agricoltura. In particolare, lo sviluppo di una filiera – in terreni marginali e abbandonati e, quindi, non in competizione con la catena alimentare – per la produzione di olio di ricino su scala industriale, fornendo la materia prima per il sistema di bioraffinazione. In parallelo, si sviluppano azioni per la conservazione e la gestione sostenibile delle foreste, l’adozione di sistemi di ‘clean cooking’ nei villaggi, ma anche la ‘cattura’, l’utilizzo e lo stoccaggio della CO2. Eni, presente in Congo da oltre 50 anni, è attualmente l’unica società impegnata nello sviluppo delle ingenti risorse di gas del Paese dell’Africa centrale ex-colonia francese. Fornisce gas alla Centrale Elettrica del Congo (CEC), che garantisce il 70% della produzione di energia elettrica.

“Cane a sei zampe”

L’Angola, secondo produttore di petrolio in Africa, è uno dei Paesi in cui ENI sta investendo più energie. Accanto alla ricerca di diversificazione negli approvvigionamenti per l’Italia, ENI avrebbe avviato importanti contatti di partnership con un altro colosso degli idrocarburi, BP (British Petroleum). Una sinergia che consentirebbe una riduzione dei costi, particolarmente significativi per i progetti in acque profonde in Angola. Importanti anche le prospettive nelle energie rinnovabili e nell’elettricità. La scelta delle maggiori compagnie energetiche internazionali verso il ‘verde’ è stata accelerata negli ultimi anni dalla necessità della lotta ai cambiamenti climatici. ENI rimarca come “la principale sfida sia il bilanciamento tra la massimizzazione dell’accesso all’energia e la lotta al cambiamento climatico. Per questo abbiamo modificato il mix energetico, in modo da ridurre il nostro impatto sul Pianeta”. Il “cane a sei zampe” si è posto l’obiettivo della carbon neutrality entro il 2050 e di portare alla stessa data la capacità installata di generazione elettrica da fonti rinnovabili a 60 GW, rispetto a 1 GW attuale.

Alessandro Cavaglià
Alessandro Cavaglià
Giornalista parlamentare, classe 1956. Già vice caporedattore AGI, responsabile pro tempore delle redazioni Politico-parlamentare, Interni-Cronaca e della Rete speciale per Medio Oriente e Africa. Ha lavorato ad AdnKronos e collaborato con La Stampa e Il Mondo. Laureato in Lettere-Storia moderna all'Università La Sapienza di Roma

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