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domenica, 25 Settembre 2022

25 Aprile. Mattarella, “Bella ciao” nel ricordo della strage di Acerra e con l’impegno per l’Ucraina

Acerra, nell’ottobre del 1943 teatro di una strage terribile di civili innocenti per mano dei nazisti. È dalla città della Campania, a pochi chilometri a nord est di Napoli, che il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ha voluto mandare agli italiani il messaggio di libertà del 25 Aprile.

Dimenticata

Una strage per “molto tempo quasi dimenticata”, ha ricordato il Presidente. La rappresaglia criminale dei nazisti colpì Acerra a pochi giorni dalle Quattro Giornate di Napoli. “Una realtà – ha rimarcato Mattarella – che contrasta nettamente con l’immagine attendista, che taluno ha superficialmente ritenuto di attribuire al Mezzogiorno. Onorando i tanti martiri di Acerra, desidero ricordare tutti i combattenti, tutte le vittime delle rappresaglie e gli uomini e le donne coraggiose che – in ogni parte d’Italia – perdettero la vita per opporsi alla barbarie scatenata dalla furia nazifascista. La storia della nostra libertà è stata scritta da loro. La nostra Costituzione democratica è merito del loro sacrificio, è nata dal loro sacrificio”.

Terra bruciata

Ieri ad Acerra, oggi in Ucraina. Le truppe di invasione adottano la “strategia della ‘terra bruciata'”. Circa 90 vittime nella città campana, ma forse di più, in quanto non si ha un elenco preciso dei trucidati. Uccsisi per la loro “reazione coraggiosa e di dignità umana”, nei confronti di un occupante che negava i principi stessi dell’umanità. Attualizzando, si tratta degli stessi orrori della guerra e dei massacri in Ucraina. Mattarella sottolinea: “Mi sono venute in mente – come alla senatrice Liliana Segre – le parole: ‘Questa mattina mi sono svegliato e ho trovato l’invasor’… Che sono le prime di ‘Bella ciao'”. Mattarella non ha dubbi: “Avvertiamo l’esigenza di fermare subito, con determinazione, questa deriva di guerra. Prima che possa ulteriormente disarticolare la convivenza internazionale, prima che possa drammaticamente estendersi”.

Pace

Serve ritrovare un “percorso per la pace, per ripristinarla. Perché possa tornare a essere il cardine della vita d’Europa. Per questo diciamo convintamente: viva la libertà, ovunque”. Nel giorno della Liberazione, messaggio agli italiani anche del presidente del Consiglio, Mario Draghi: “Il 25 aprile è il giorno della gratitudine verso chi ha lottato per la pace e per la libertà dell’Italia dalla dittatura del nazifascismo. La generosità, il coraggio, il patriottismo dei partigiani e di tutta la Resistenza sono valori vivi, forti, attuali. Oggi celebriamo la memoria della lotta e degli ideali della Resistenza su cui la nostra pace è stata costruita”.

Alessandro Cavaglià
Alessandro Cavaglià
Giornalista parlamentare, classe 1956. Già vice caporedattore AGI, responsabile pro tempore delle redazioni Politico-parlamentare, Interni-Cronaca e della Rete speciale per Medio Oriente e Africa. Ha lavorato ad AdnKronos e collaborato con La Stampa e Il Mondo. Laureato in Lettere-Storia moderna all'Università La Sapienza di Roma

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