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mercoledì, 6 Luglio 2022

Conte attacca Draghi: vuole la crisi? Ma lui nega: “Falso, c’è chi vuole cacciarci dal governo”

Giuseppe Conte all’attacco di Mario Draghi, risolutamente.

E c’è chi sente aria di crisi. Un’ipotesi però smentita dal leader dei Cinquestelle che ribalta i rumors sempre più insistenti sulle nuove strategie M5s, forse frutto delle ‘consulenze’ di Beppe Grillo: tutto falso. C’è invece qualcuno – dice Conte- che sembra lavorare per far fuori i grillini dall’esecutivo…

“Inizio ad avere dubbi che ci sia qualcuno che voglia spingere il Movimento fuori dal governo” afferma senza perifrasi l’ex-premier durante la presentazione della scuola politica del Movimento, aperta non solo agli eletti, candidati ed attivisti del M5S ma a chiunque. “Dicono spesso che vogliamo far cadere il governo. Io comincio a pensare che qualcuno voglia spingerci fuori dall’esecutivo. Se questa fosse l’intenzione – incalza – ce lo dicano chiaramente. Chiedo rispetto per gli 11 milioni di cittadini che hanno votato il Movimento”.

Ma i ‘retroscenisti’ si sono inventati tutto? O forse qualche appiglio l’hanno trovato nel dipingere un Conte contro Draghi, ventre a terra nelle ultime 24 ore, con il rischio – anche se non con l’obiettivo – di mettere in crisi in piena guerra in Ucraina l’ex-numero uno della Bce, l’uomo che lo ha sostituito a palazzo Chigi (per gli scenari fantapolitici con Salvini a fargli da spalla, se del caso, sulla storia delle armi a Zelensky: una consonanza solo occasionale ma che rievoca l’alleanza del governo giallo-verde del 2020…)?

A proposito di spunti sul confronto neanche troppo nascosto tra Conte e Draghi ce ne sono alcuni che si sono verificati in rapida successione nelle ultime ore e che hanno messo sul chi vive gli osservatori. Prima la norma varata dal Consiglio dei ministri sul termovalorizzatore a Roma, che ha fatto infuriare il M5s, poi la ‘bocciatura’ del superbonus al 110%, bandiera dei Cinquestelle, pronunciata da Draghi durante la visita a Strasburgo, e infine l’avvertimento diretto al premier, parole di Conte, perchè non si azzardi a mettere la fiducia sul decreto che contiene anche il ‘via libera’ all’aborrito (dai grillini) strumento che consentirebbe a Roma, secondo invece il sindaco Gualtieri e il Pd, di risolvere il problema dei rifiuti.

Uno, due, tre… Prendendo a prestito una massima di Agatha Christie non ci sarebbero dubbi: un indizio è un indizio, due indizi sono una coincidenza ma tre indizi fanno una prova. Ed è sulle armi all’Ucraina che lo scontro sembra poter avere più serie conseguenze. Conte sostiene che “lo scenario internazionale si fa sempre più complesso e insidioso e questo impone nuove scelte e di rivedere anche quelle già compiute”, un ripensamento comune con Salvini, e torna a richiedere con toni più decisi che il premier informi il Parlamento, richiesta cui si sono associate atre forze politiche: “È giusto – rimarca – che in una democrazia parlamentare il presidente del Consiglio venga a spiegare qual è la posizione dell’Italia, in quale direzione il paese si sta muovendo. Quando andrà a Washington, ascolterà Biden o cercherà anche di persuaderlo sulle sue posizioni?”.  “Condanniamo la Russia e sosteniamo l’Ucraina, allo stesso tempo l’Italia deve lavorare e battersi per una soluzione politica al conflitto. Non vediamo alcuna possibilità che l’obiettivo possa essere sconfiggere la Russia, se così fosse – si accalora Conte – sarebbe un grande errore e l’Italia deve correggerlo”. Per l’ex-premier sfidare Putin porterebbe a “una carneficina”. “Sconfiggere una potenza nucleare non è un obiettivo a portata di mano, sarebbe una follia”. La soluzione alla guerra? “Un negoziato, è a portata di mano. La storia e l’esperienza dimostrano che la diplomazia non conosce pause”.

L’ex-premier dice anche di non pretendere da Draghi la lista delle armi da inviare in Ucraina, una per una, perchè naturalmente l’elenco è secretato. Ma sul termovalorizzatore i grillini non recedono. E per questo non hanno votato il decreto sugli aiuti a famiglie e imprese per il caro-energia. Oggi Conte parla di “sorpresa” e “profonda delusione” per la mossa di Draghi, nella quale vede una sorta di ‘tranello’. Quindi, è la conclusione, il premier “non pensi neppure lontanamente a mettere la fiducia” al momento della conversione.

I toni e le parole di Conte su Draghi non sono piaciuti a Italia viva che attacca il leader Cinquestelle: “Conte definisce la norma sul termovalorizzatore a Roma un “ricatto” e sul superbonus parla di “rappresaglia” del presidente Draghi: parole inaccettabili in una maggioranza di governo e contro il presidente del Consiglio. Questo sarebbe il rispetto istituzionale di un ex premier?” twitta Michele Anzaldi. E nemmeno ai dem. Il senatore Pd Andrea Marcucci replica a Conte così: “Conte dice che qualcuno vuole spingerli fuori dal governo. A me sembra che siano i Cinque Stelle ad avere questo desiderio. È assolutamente sbagliato creare polemica su ogni provvedimento, siamo in una maggioranza istituzionale, si discute ma alla fine va privilegiato l’accordo nell’interesse dell’Italia”.

Gianfranco Eminente
Gianfranco Eminente
Cronista prima di tutto. Ha iniziato il praticantato ed è diventato giornalista professionista lavorando per 'Il Giornale d'Italia' nel 1974. E' passato poi all'Agenzia Italia ricoprendo vari incarichi: inviato speciale, capo degli Esteri e del servizio Diplomatico, anche quirinalista e dal 1989, a Montecitorio, redattore capo e responsabile del servizio Politico di questa primaria agenzia di stampa nazionale. Nel 2001 è stato nominato vice-Direttore vicario sempre all'Agi, incarico che ha mantenuto fino al 2009. Giornalista parlamentare.

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