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lunedì, 28 Novembre 2022

Immobiliare, record negli USA per i tassi dei mutui al 5,27%. Gli esperti valutano una nuova “bolla” tipo subprime del 2008

Il sogno della casa di proprietà potrebbe scivolare tra le dita di molti americani. I tassi in forte aumento sono all’origine del problema e le tendenze d’Oltreoceano anticipano molto spesso le nostre. Secondo un’analisi di MoneyTransfers.com, al 5 maggio scorso i mutui a tasso fisso a 30 anni FRM (Fixed-rate mortgage) erano balzati al 5,27%, il massimo negli ultimi 13 anni. Un anno fa l’FRM era del 2,96%. Allo stesso modo, l’FRM a 15 anni ha raggiunto una media del 4,52%, rispetto al 2,30% del 2021. “Gli americani devono scavare in profondità nelle loro tasche”, afferma Jonathan Merry, CEO di MoneyTransfers.

Prezzo

Il forte aumento dei tassi coincide anche con l’impennata dei prezzi di vendita delle case. E a rendere difficile la situazione si assiste a una escalation degli affitti. In media il prezzo di una casa in stile americano era indicato alla fine del quarto trimestre del 2021 in 423.600 dollari (poco più di 402 mila euro). Nel primo trimestre 2022 si è passati a 429 mila 700, altro record storico con un +1,44%. Nonostante l’aumento dei prezzi, tuttavia, la domanda di unità abitative supera ancora l’offerta.

Gap

I prezzi delle case sono saliti alle stelle all’inizio della pandemia di Covid-19. Oggi il mercato ha attratto molti investitori, che cercano di colmare il gap nell’offerta immobiliare. Storicamente i prezzi delle case negli Stati Uniti aumentavano intorno al 4,6% all’anno. Negli ultimi due anni sono cresciuti di quasi il 34% e di circa il 20% soltanto nell’ultimo anno. La crescita dei salari (4,8% nell’ultimo anno), invece, non ha tenuto il passo con l’impennata dei prezzi delle case. Così sono ormai in molti a chiedersi se non si stiano creando le condizioni per un’altra “bolla immobiliare”, simile a quella del 2008 quando molti possessori di mutui subprime ad alto rischio divennero insolventi.

FICO

Gli esperti di società che operano sul mercato immobiliare, come Zillow e Morty, sostengono che gli acquirenti oggi stiano meglio finanziariamente rispetto a quelli del 2008. Uno studio della Bank of America rafforza questa valutazione. L’analisi indica che oltre tre quarti degli acquirenti di case hanno punteggi di credito positivi secondo il sistema FICO, creato da Fair Isaac Corporation e utilizzato dal 90% dei principali istituti di credito. Nel 2008 il debito ipotecario salì al 100% dei redditi delle famiglie, oggi si attesterebbe al 65%. Non tutti condividono l’ottimismo e la Federal Reserve Bank di Dallas consiglia grande attenzione e prudenza.

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