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domenica, 3 Luglio 2022

E’ Lavrov il ‘contatto’ di Salvini. Il Cremlino apre sull’incontro Putin-Zelensky

Nel novantottesimo giorno di guerra l’armata russa sta avendo la meglio sugli ucraini nel Donbass, che Putin ha ordinato di occupare tutto entro il 1* luglio, conquistando il centro di Severodonetsk. “Perdiamo dai 60 ai 100 uomini al giorno” ha ammesso Zelensky in attesa delle nuove armi americane come i lanciarazzi Himars con gittata da 80 km, una fornitura che fa infuriare Mosca. Nelle stesse ore il Cremlino non ha escluso più a priori un incontro tra Putin e il leader ucraino: “Nessuno esclude la proposta del presidente ucraino Volodymyr Zelensky di incontrare il presidente russo Vladimir Putin, ma un tale incontro dovrebbe essere finalizzato a firmare qualche documento” ha chiarito una fonte del Cremlino citato da Interfax. Nel corso della giornata anche l’annuncio che sarà la Turchia a sminare i porti ucraini sul Mar Nero, secondo una nota congiunta Mosca-Ankara.

Per quanto attiene agli sviluppi italiani, si è saputo che Matteo Salvini ha rinunciato sì al suo viaggio a Mosca preparato da quattro cene con l’ambasciatore russo in Italia, Razov, ma non al proseguimento della sua iniziativa “per la pace”. Sommerso dalle critiche per il suo attivismo diplomatico il leader della Lega ha deciso di ‘lasciare’ per quanto riguarda l progetto di una visita nella capitale russa ma anche di ‘raddoppiare’ il suo impegno nello sviluppo dei suoi contatti con la Russia: “Posso tranquillamente farlo da Roma o da Milano, via telefono” ha detto.

E comunque a Mosca non avrebbe dovuto incontrare Putin ma Lavrov, il ministro degli esteri, il suo contatto in tutta la vicenda. Lo sfogo del leader della Lega è anche un attacco a chi – ha detto – lo ha “linciato” per la sua iniziativa, in particolare il Pd, alleato nella maggioranza. “Mi chiedono se vado a Mosca… Ma ragazzi c’è un linciaggio a reti unificate da tre giorni per la sola idea di portare a Mosca e poi a Kiev una proposta di pace… E allora lavorerò via telefono, ovviamente si può fare da Milano e da Roma” ha spiegato in una diretta su Facebook dicendosi assolutamente convinto della bontà della sua iniziativa del tutto “trasparente”.

Insomma per Salvini per la pace “si lavora con ambasciatori e governi di tanti Paesi, alla luce del sole, comunicandolo anche a giornali e tv più volte, avendo come unico obiettivo la fine della guerra”. “Io l’ho fatto e continuerò a farlo, spero in compagnia di tanti colleghi che in questi giorni criticano e chiacchierano, ma per arrivare alla pace non muovono un dito, preferendo parlare di armi e guerra” ha aggiunto.

Il finale è contro Letta e Di Maio: “Abbiamo un ministro degli Esteri – ironizza – il cui piano di pace è durato 20 minuti…”. E ancora: “Se i dem non vogliono che io vada a Mosca proveremo a raggiungere lo stesso risultato telefonicamente, aspettando che siano Letta e Di Maio a farsi promotori di pace”. “Sto lavorando alla luce del sole. Mi hanno linciato”. Infine rivela: “Non dovevo incontrare Putin, non lo sento da anni. Sono in contatto con il ministro degli Esteri Lavrov”.

Gianfranco Eminente
Gianfranco Eminente
Cronista prima di tutto. Ha iniziato il praticantato ed è diventato giornalista professionista lavorando per 'Il Giornale d'Italia' nel 1974. E' passato poi all'Agenzia Italia ricoprendo vari incarichi: inviato speciale, capo degli Esteri e del servizio Diplomatico, anche quirinalista e dal 1989, a Montecitorio, redattore capo e responsabile del servizio Politico di questa primaria agenzia di stampa nazionale. Nel 2001 è stato nominato vice-Direttore vicario sempre all'Agi, incarico che ha mantenuto fino al 2009. Giornalista parlamentare.

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