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domenica, 3 Luglio 2022

“Le schiacciamo come noci”, Putin duro sulle armi Usa a Kiev. Per Medvedev le sanzioni sanno tanto di… ‘mafia’

Le sanzioni occidentali alla Russia, in particolare quelle contro familiari degli oligarchi russi, oltre ad essere “illegali” sanno tanto di “mafia”.

Usa il sarcasmo, citando proprio Cosa Nostra e ‘Ndrangheta, il vicepresidente del Consiglio di sicurezza russo Dimitrij Medvedev, tra i ‘falchi’ del Cremlino, per attaccare le decisioni prese dall’Unione europea e dagli Usa contro personalità e enti russi in seguito all’invasione dell’Ucraina.

Nell’ultimo pacchetto varato non senza fatica da Bruxelles pochi giorni fa tra le 65 personalità finite nel mirino del Consiglio europeo (all’ultimo momento l patriarca Kirill si è salvato) anche Alina Kabaeva, compagna di Vladimir Putin, il generale Mikhail Mizintsev, noto come ‘il macellaio di Mariupol’ e il colonnello Azatbek Omurbekov, noto come ‘il macellaio di Bucha”.

E’ contro queste misure che si è scagliato Medvedev secondo il quale le sanzioni “sono doppiamente illegali. Non solo statisti o deputati – dice – ma anche le famiglie, che non sono in alcun modo in grado di influenzare i loro parenti, sarebbero responsabili delle mitiche violazioni inventate da loro”. Medvedev aggiunge quindi che l’Occidente potrebbe abbracciare “anche altre regole familiari progressiste: per esempio, ci sono molte cose utili nei modi della ‘Ndrangheta e di Cosa Nostra italiane…”.

Dal vertice dl Cremlino c’è oggi un Vladimir Putin che, nel centounesimo giorno di guerra, non lascia intravedere nessuno spiraglio nè per un cessate il fuoco nè per un incontro con Zelensky. Un Putin che si è scagliato contro Washington per la decisione di Biden di fornire armi sofisticate a Kiev. “Le schiacceremo come noci” ha detto mostrando invece qualche apertura, tutta da verificare, sulla questione delle 30 milioni di tonnellate di cereali bloccate in navi e silos nei porti sul Mar Nero, uno stallo che sta provocando una crisi alimentare mondiale. “La situazione peggiorerà, perché inglesi e americani sanzionano i nostri fertilizzanti. La Russia è un capro espiatorio per la crisi alimentare” ha dato così la sua versione il presidente russo che però – questa l’apertura – ha offerto i porti di Mariupol e Berdyansk (ora occupati dai militari dell’armata russa) per sbloccare l’export del grano.

Gianfranco Eminente
Gianfranco Eminente
Cronista prima di tutto. Ha iniziato il praticantato ed è diventato giornalista professionista lavorando per 'Il Giornale d'Italia' nel 1974. E' passato poi all'Agenzia Italia ricoprendo vari incarichi: inviato speciale, capo degli Esteri e del servizio Diplomatico, anche quirinalista e dal 1989, a Montecitorio, redattore capo e responsabile del servizio Politico di questa primaria agenzia di stampa nazionale. Nel 2001 è stato nominato vice-Direttore vicario sempre all'Agi, incarico che ha mantenuto fino al 2009. Giornalista parlamentare.

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