Pd primo partito e baluardo contro le velleità sfasciste del centrodestra. Letta, lavorare insieme per vincere

Dal primo turno delle elezioni amministrative “esce fuori il dato forse più importante in questo momento: il Partito democratico è il primo partito d’Italia”. Enrico Letta non si nasconde. Il Pd è il partito più serio ed europeista, sostiene le buone politiche di Mario Draghi e ancora l’Italia ai valori della democrazia e del progresso. Il centrodestra dei bulli e degli amici degli amici (vedi Palermo) magari potrà anche vincere, ma esporrà inevitabilmente l’Italia ai traumi del trumpismo. Insomma, manderà il Paese a rotoli.

Tommasi

Belle persone come Damiano Tommasi vs. candidati sostenuti da pregiudicati. Alla fine si spera che l’Italia saprà scegliere. Le sbrasate dei grillini le abbiamo già pagate a caro prezzo in questi anni, ci mancherebbe soltanto che alle prossime politiche all’Italia fosse imposto un autoritarismo alla Orban, che a livello internazionale guarda adorante a Putin. Uno scenario da incubo. Gli zombie al potere. Unica concreta speranza di salvezza l’equilibrio di Draghi da un lato e dall’altro la capacità del Pd di dare risposte effettive ai bisogni della maggioranza degli italiani che non si sono bevuti il cervello.

Allora

E allora, c’è Damiano Tommasi che va al ballottaggio a Verona in una città fino ad oggi dominata dalla destra. C’è la vittoria a Padova, a Taranto e a Lodi. “Quello che oggi emerge chiaramente – rimarca Letta – è che il centrosinistra vince quando è unito. Quando lavora in modo più unitario possibile, quando mette in campo candidature credibili. E poi esce fuori il dato forse per noi più importante in questo momento, il Partito democratico è il primo partito d’Italia. È veramente un gran bel segnale”. Walter Verini, della segreteria Pd, rileva: “Colpiscono i risultati di Verona, Lodi, Parma e Piacenza. Nel Nord che sembrava inespugnabile, le forze di centrosinistra hanno ottenuto risultati. Noi non vogliamo escludere nessuno, abbiamo fatto campagne elettorali e intese locali con attenzione ai temi concreti. Le alleanze devono essere più larghe possibili”.

Insieme

Il responsabile dem Enti Locali, Francesco Boccia incalza: “Noi sappiamo di non essere autosufficienti, non vogliamo esserlo. Abbiamo sempre costruito un fronte ampio e vogliamo continuare in questo lavoro”. Il Pd c’è e lavora per impedire che le destre mandino l’Italia al macello. La presidente dei senatori dem, Simona Malpezzi, sottolinea: “Il Pd non pone veti e prova a tenere tutti insieme. Stiamo cercando di smussare gli angoli per provare a creare quel campo valoriale capace di contrastare la destra sovranista. Il Pd è il perno di un campo largo riformista e progressista”.

Ti piace questo articolo? Imposta in20righe come fonte preferita su Google.

Imposta in20righe come fonte preferita
Alessandro Cavaglià
Alessandro Cavaglià
Giornalista parlamentare, classe 1956. Già vice caporedattore AGI, responsabile pro tempore delle redazioni Politico-parlamentare, Interni-Cronaca e della Rete speciale per Medio Oriente e Africa. Ha lavorato ad AdnKronos e collaborato con La Stampa e Il Mondo. Laureato in Lettere-Storia moderna all'Università La Sapienza di Roma

Altro dall'autore

Segui in20righe come fonte preferita su Google

Imposta fonte preferita

Articoli più letti