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domenica, 25 Settembre 2022

Draghi esclude un bis. Le sanzioni: “C’è chi parla con Mosca…”. Caro-bollette: “30 mld di aiuti e senza scostamento”

Mario Draghi esclude un bis a palazzo Chigi. Secca è stata infatti infatti la sua risposta ad una precisa domanda nel corso della conferenza stampa alla fine del Consiglio dei Ministri che ha stanziato, con un terzo decreto, 14 miliardi di interventi a favore di famiglie e imprese contro il caro-bollette . Con i 17 miliardi del decreto-bis, fanno 30 miliardi tondi tondi, “e senza scostamento di bilancio” ha sottolineato con una certa soddisfazione il premier spiegando dove saranno trovate le risorse e riferendosi alle pressanti – ma è un eufemismo – richieste venute da vari partiti, Lega in primis, per stanziare 30 miliardi di aiuti subito ma a debito.

Il ‘no’ del premier ad un eventuale secondo mandato ‘spiazza’ il Terzo polo di Calenda e Renzi che auspicano da sempre un ritorno di Draghi a palazzo Chigi. E la palla è colta al balzo tanto dal centrosinistra quanto dal centrodestra: in una raffica di dichiarazioni esponenti delle due coalizioni decretano la ‘morte’ politica del Terzo polo che però non demorde. Azione e Italia viva lasciano capire che con un risultato elettorale poco chiaro, senza una netta vittoria di uno schieramento sull’altro, la ‘palla’ in questo caso tornerebbe nelle mani del capo dello stato e si imporrebbe di nuovo la necessità di un governo di unità nazionale. E allora….In politica mai dare nulla per scontato.

Nella conferenza stampa critiche per nulla velate di Draghi a Matteo Salvini, dopo gli aiuti, anche sull’Ucraina e sulle sanzioni a Putin (che il leader della Lega reputa inutili e dannose per gli italiani). “Il governo non condivide la posizione del leader della Lega Salvini”, ha spiegato Draghi. “Le sanzioni funzionano, la la propaganda russa ha cercato di dimostrare il contrario ma non è vero”. E, ancora più duramente, pur senza nominare direttamente Salvini: “C’è chi parla di nascosto con i russi, chi vuole togliere le sanzioni. C’è pure lui in campagna elettorale, ma la maggioranza degli italiani non lo fa e non lo vuole fare. Io guardo alla maggioranza degli italiani e al governo che ha avuto l’onore di presiedere”

Gianfranco Eminente
Gianfranco Eminente
Cronista prima di tutto. Ha iniziato il praticantato ed è diventato giornalista professionista lavorando per 'Il Giornale d'Italia' nel 1974. E' passato poi all'Agenzia Italia ricoprendo vari incarichi: inviato speciale, capo degli Esteri e del servizio Diplomatico, anche quirinalista e dal 1989, a Montecitorio, redattore capo e responsabile del servizio Politico di questa primaria agenzia di stampa nazionale. Nel 2001 è stato nominato vice-Direttore vicario sempre all'Agi, incarico che ha mantenuto fino al 2009. Giornalista parlamentare.

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