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mercoledì, 1 Febbraio 2023

Rinnovabili: a ‘ZeroEmission 2022’ come fare fronte al caro-bolletta

Il momento delle rinnovabili è ora: lo dicono i numeri della crisi energetica e le opportunità offerte dal Pnrr, che prevede 1 miliardo di euro per lo sviluppo del settore.  Diverse tavole rotonde a ZeroEmission 2022, la Fiera delle rinnovabili aperta ieri alla Fiera di Roma e che prosegue fino al 14 ottobre, sui temi dell’agrovoltaico, floating, microgrid. Asset cruciali per una rivoluzione in campo energetico che utilizza le tecnologie più sofisticate per sostenere uno sviluppo economico rispettoso dell’ambiente. Secondo l’Agenzia Internazionale dell’Energia il numero degli occupati nelle filiere legate alle fonti rinnovabili, negli ultimi tre anni, ha superato quello degli occupati nel campo delle fonti fossili. 65 milioni di persone, a livello globale, sono impiegate nel settore energetico: circa il 2% della forza lavoro totale, una cifra al di sopra dei livelli pre Covid, spinta dagli investimenti nell’energia pulita.

Comunità energetiche per affrontare il caro bolletta

Cooperative energetiche che mettono a disposizione della propria comunità l’energia rinnovabile prodotta, secondo un principio di solidarietà auspicato dallo stesso Papa Francesco nell’Enciclica Laudato Sì. Sono le CER, le Comunità Energetiche Rinnovabili, un progetto sempre più considerato dalle realtà locali per la capacità di incidere sostanzialmente sui costi dell’energia utilizzata da famiglie e aziende .“Le sfide di oggi presentano tante interconnessioni da affrontare a partire dall’ecologia integrale, che comprende le interazioni tra l’ambiente naturale, la società e le sue culture, le istituzioni, l’economia”, spiega don Andrea La Reginaresponsabile macro progetti di Caritas Italia, intervenendo alla tavola rotonda. “Queste comunità possono aiutarci a vincere le disuguaglianze e a sconfiggere la povertà energetica”. Se ne parla nell’evento “Una rete di reti, le comunità energetiche e le microgrid per la sicurezza energetica ed economica”.
 

“Lo sviluppo diffuso delle Comunità Energetiche Rinnovabili sul territorio è uno dei nostri principali strumenti per contrastare la crisi energetica e climatica”, afferma Roberta Lombardi, Assessora alla Transizione Ecologica e Trasformazione Digitale della Regione Lazio, e aggiunge: “Essere autonomi grazie alle rinnovabili, con una ‘guerra del gas’ in corso, oggi porta almeno tre tipi di benefici: meno costi in bolletta, aria più pulita e un contributo concreto alla pace sottraendosi al ricatto delle fonti fossili”. 

Una sfida che dovrà affrontare anche il prossimo governo, come sottolinea Nicola Procaccini, responsabile ambiente ed energia di Fratelli d’Italia: “La sicurezza e l’autonomia energetica sono obiettivi strategici per l’Italia, per la nostra autonomia politica e per il ruolo stesso della nazione nel quadro geopolitico. Una priorità insieme alla decarbonizzazione, da raggiungere con azioni strutturali e attività localizzate, come le comunità energetiche e le microgrid, realtà da incentivare anche in relazione al loro utilizzo di fonti rinnovabili”.

Il livello locale, tra opportunità e limiti

progetti sulle rinnovabili sono in costante crescita ma spesso incontrano limiti per la realizzazione, dovuti a una burocrazia poco efficiente. Se ne discute durante il convegno “Istituzioni, Associazioni, Stakeholders sull’opposizione locale alle rinnovabili”, a cui prende parte anche Paola Brambilla, coordinatrice della VIA, la commissione per la Valutazione di Impatto Ambientale del Ministero della Transizione Ecologica: “Siamo quanto mai consapevoli della crucialità storica del momento, garantendo attenzione e cura alle progettualità della transizione ecologica”, sottolinea e aggiunge: “determinante sarà anche il progressivo innalzamento della qualità progettuale già in atto, che è il lievito madre per il buon esito di ogni valutazione ambientale, compresa l’accettazione sociale”. Il MiTE ha appena emanato 63 provvedimenti relativi a 8,2 GW e ne sta predisponendo altri 19 per ulteriori 1,1 GW, per un totale di 82 provvedimenti per 9,3 GW. La Commissione tecnica, inoltre, si è già espressa su 49 progetti (corrispondenti a 2,9 GW), per i quali si attende il parere del Ministero della Cultura (MIC).            

L’industria del settore da tempo chiede una semplificazione delle procedure di autorizzazione. “Dietro la spinta del caro energia, anche tra i cittadini si sta diffondendo una nuova attenzione verso le rinnovabili, viste come la soluzione più competitiva per produrre l’elettricità. È importante che questo atteggiamento diventi presto un nuovo modo di concepire l’energia sui territori, un vero antidoto alla sindrome NIMBY”. A dirlo è Andrea Zaghi, direttore di Elettricità Futura, l’associazione che raggruppa oltre il 70% delle imprese del settore ed è impegnata a diffondere una cultura più consapevole dei benefici delle rinnovabili per il clima, l’economia e l’occupazione.   
 

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