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venerdì, 9 Dicembre 2022

Stretta di mano Biden-Xi mentre Zelensky entra a Kherson. Per la pace qualcosa si muove

Tre ore di colloquio tra Biden e Xi nella cornice del G20 a Bali in Indonesia.

L’incontro si è concluso con una stretta di mano e con le fonti cinesi che lasciavano trapelare la “preoccupazione” di Pechino per la guerra in Ucraina.

Qualcosa si muove. Al termine del vertice bilaterale, il primo tra i due da quando sono leader dei rispettivi paesi, si è avvertito un percettibile cambiamento nella postura di Pechino verso Mosca sulla guerra in Ucraina, anche perchè, sempre secondo fonti cinesi, Putin non avrebbe detto la verità all’alleato presidente cinese sulla natura dell”operazione militare speciale’ cui si apprestava a dare il via il 24 febbraio.

Altro segnale: Usa e Cina si sono trovati d’accordo anche sul secco ‘no’ all’uso dell’arma nucleare nel conflitto che ormai dura da 284 giorni. Un ‘warning’, un richiamo deciso ai belligeranti. Scontata per altri versi la distanza, confermata, tra Washington e Pechino sulla questione di Taiwan perchè secondo Xi questa “è la prima linea rossa da non superare”. Per l’isola (che Pechino considera semplicemente una sua provincia mettendo in allarme Taipei con la sue continue prove di invasione e che gli Usa invece intendono difendere anche militarmente), il quadro non è mutato: “Per Taiwan indipendenza e pace sono inconciliabili, come l’acqua con il fuoco” ha tagliato corto il neo-riconfermato leader cinese.

Ma al centro del colloquio c’è stata soprattutto l’Ucraina e sembra di capire che qualcosa davvero si muove sulla via di un negoziato per un cessate il fuoco ora che l’esercito ucraino ha riconquistato Kherson, la porta per la Crimea, occupata dall’armata russa nei primi giorni dell’invasione. Mentre Biden e Xi si incontravano a Bali – dove Putin non è andato – in Ucraina il presidente Zelensky entrava nella città liberata e affermava che ora Kiev era “pronta per la pace”. Un brutto colpo all’immagine di Putin. Mosca però ha definito non percorribile la strada indicata dal presidente ucraino per l’avvio di una trattativa, cioè il ritiro dei russi da tutti i territori occupati, compresa la Crimea che ora Kiev vorrebbe mettere nel mirino della sua avanzata. L’Ucraina però viene frenata da Washington che da qualche settimana è in pressing su Zelensky invitandolo a tenere calmi i suoi e mandare segnali di apertura al negoziato con Mosca.

Nelle stesse ore un altro indizio sul clima che sta mutando viene dalla notizia – data dagli americani e confermata poi dai russi – che ad Ankara si erano incontrati i vertici della Cia e la controparte russa. Di che hanno parlato? Come hanno fatto Biden e Xi del rischio dell’uso di armi nucleari nel conflitto in Ucraina.

La ‘preoccupazione’ di Xi per questa sciagurata ipotesi, condivisa da Biden, è che “di fronte a una crisi globale e complessa come quella ucraina, ci sono diversi punti che meritano una seria considerazione. In primo luogo – dice Pechino – non ci sono vincitori nei conflitti e nelle guerre; in secondo luogo, non esistono soluzioni semplici a problemi complessi; in terzo luogo, bisogna evitare il confronto tra grandi potenze”. “La Cina si è sempre schierata dalla parte della pace e continuerà a promuovere i colloqui di pace” ha detto Xi all’inquilino della Casa Bianca. Ed ha aggiunto che Pechino “sostiene e attende con ansia la ripresa dei colloqui di pace tra Russia e Ucraina. Allo stesso tempo, la Cina spera che gli Stati Uniti, la Nato e l’Unione europea dialoghino con la Russia”.

Gianfranco Eminente
Gianfranco Eminente
Cronista prima di tutto. Ha iniziato il praticantato ed è diventato giornalista professionista lavorando per 'Il Giornale d'Italia' nel 1974. E' passato poi all'Agenzia Italia ricoprendo vari incarichi: inviato speciale, capo degli Esteri e del servizio Diplomatico, anche quirinalista e dal 1989, a Montecitorio, redattore capo e responsabile del servizio Politico di questa primaria agenzia di stampa nazionale. Nel 2001 è stato nominato vice-Direttore vicario sempre all'Agi, incarico che ha mantenuto fino al 2009. Giornalista parlamentare.

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