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venerdì, 9 Dicembre 2022

Manovra, il governo neroverde all’assalto dei pensionati. Mani nelle tasche di chi ha lavorato e pagato le tasse per 40 anni, per assicurare il Suv agli evasori

“Bambole, non c’è una lira”, si diceva ai tempi dell’avanspettacolo. Ora con la destra di governo continua a non esserci “il becco d’un quattrino”, ma dalla commedia si vira verso la tragedia. I “pallonari” e i “cascia ball” della campagna elettorale agostana avevano promesso il Paese dei balocchi. Ma ora, chi ha conquistato la stanza dei bottoni, gli “euri” necessari per pavoneggiarsi li va a prendere nelle tasche dei soliti noti.

Bancomat

Bancomat privilegiato i noti ‘miliardari’, quei pensionati che hanno sgobbato una vita, pagando contributi e tasse, e che adesso vengono spennati per far continuare la bella vita ai soliti evasori fiscali e nullafacenti di ogni risma. Il reddito di cittadinanza era lo specchietto per le allodole, obiettivo del governo in realtà sono i lavoratori che, dopo aver mandato avanti la baracca Italia per 40 anni, diventano le vittime sacrificali delle cambiali politiche accese in favore degli evasori fiscali.

Intollerabile

La SPI CGIL non la manda a dire: “Con i soldi presi dalle tasche dei pensionati premiano i furbi e gli evasori. Pensioni da 1.500 euro netti vengono spacciate per ricche”. E l’esperto di questioni pensionistiche, Alberto Brambilla a l'”Aria che tira” su La7 rincara la dose: “È una situazione intollerabile. Le pensioni cosiddette minime vanno a persone che arrivate a 65 o 67 anni non hanno versato neppure 15 anni di contribuzione e conseguentemente non hanno mai pagato tasse. Tra questi ci sono anche tanti malavitosi. Invece di premiare il merito, si fa il contrario. Si premia con il 120% di rivalutazione chi non ha mai versato nulla ed è sempre stato a carico della collettività. Invece, per fare del populismo, le pensioni maturate da coloro che in questi anni hanno sostenuto l’economia le ammazziamo”.

Galoppante

In poche parole, i neroverdi hanno deciso di tagliare la rivalutazione rispetto all’inflazione galoppante a tutte le pensioni che, al lordo, superino di quattro volte il trattamento minimo. In pratica 2.100 euro lordi. Saranno 4,3 milioni – secondo SPI CGIL – gli anziani che si vedranno decurtato l’assegno. In media oltre 1.200 euro all’anno, di fronte a un’inflazione che ormai supera il 12%. Un danno, ma anche una beffa, incredibili per chi è preoccupantemente esposto alla crisi. Tutto ciò unicamente per solleticare lo zoccolo duro degli elettori della destra, a cui vengono assicurati i condoni e l’aumento del tetto del contante.

Mirino

La manovra mette nel mirino le pensioni dei lavoratori dipendenti, frutto di una vita di lavoro, negando a chi ha tirato la carretta per tanti anni la possibilità di recuperare almeno in parte il potere d’acquisto. Una scelta scellerata del governo, che si accompagna a quella dei privilegi fiscali per i cosiddetti “autonomi”. Costoro potranno godersi il Suv grazie all’aliquota fiscale flat, alla faccia di chi come dipendente sgobba e paga le tasse fino all’ultimo centesimo.

Alessandro Cavaglià
Alessandro Cavaglià
Giornalista parlamentare, classe 1956. Già vice caporedattore AGI, responsabile pro tempore delle redazioni Politico-parlamentare, Interni-Cronaca e della Rete speciale per Medio Oriente e Africa. Ha lavorato ad AdnKronos e collaborato con La Stampa e Il Mondo. Laureato in Lettere-Storia moderna all'Università La Sapienza di Roma

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