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lunedì, 27 Maggio 2024

I vandali dell’ambientalismo ancora all’attacco. Colpito con vernice il Senato. Contro i teppisti non servono misure speciali, basta un po’ di vigilanza e di prevenzione

Ambientalisti o vandali? La domanda sorge spontanea dopo l’ultima bravata della sedicente organizzazione ecologista, Ultima Generazione. Un gruppetto di attivisti ha imbrattato di vernice arancione l’ingresso di Palazzo Madama, sede del Senato della Repubblica. Un’onta mai vista e anticipata nei mesi precedenti da altrettanto gravi azioni di commando ai danni di opere d’arte esposte in vari musei italiani, imbrattate a colpi di zuppa.

Bulli

Un povero carabiniere in grande difficoltà ha cercato di fermare i teppisti, che gli sfuggivano da ogni parte e hanno potuto portare avanti la loro azione sostanzialmente indisturbati. I primi a bloccare i bulli green sono stati due agenti a bordo di una moto civetta. Poi l’apparato si è messo in moto, ma il guaio era ormai fatto. I teppisti sono stati fermati e portati in questura. L’organizzazione ha rivendicato la nuova bravata con grande faccia tosta e con argomenti di un ambientalismo ormai trito e ritrito. Se si vuole davvero accendere un faro sulle difficoltà della transizione energetica prodotte dalla aggressione di Mosca contro l’Ucraina, esistono ben altre e più coinvolgenti modalità.

Sicurezza

Diverso se si pensa soltanto a farsi propaganda o di attirare nelle proprie fila elementi fragili e disposti a tutto. In parallelo, è giunto immediato e scontato il fuoco di fila delle dichiarazioni di indignazione di autorità istituzionali ed esponenti politici. C’è già chi invoca più rigide misure e la creazione di un’area di sicurezza intorno al palazzo. Sicuramente la presenza di una vigilanza più attenta e con personale adeguato non guasterebbe, ma nuove misure di isolamento anche fisico delle istituzioni dai cittadini potrebbero rivelarsi negative. Ma forse era proprio questo il vero obiettivo che si proponevano i vandali.

Mission impossible

Un occhio sempre vigile e discreto potrebbe essere attivato senza la necessità di porre barriere e cavalli di frisia. Che esista una certa imperdonabile disattenzione nella capitale rispetto a possibili azioni di contestazione, era stato reso evidente dall’assalto condotto da gruppi di violenti contro la sede nazionale della CGIL. Bloccare a tempo i vandali, che per altro dovrebbero essere ben conosciuti e già tenuti sotto sorveglianza, non pare una ‘mission impossible’ o almeno non dovrebbe esserlo. Per non scadere come sempre nella retorica all’italiana, fa forse bene il ministro della Difesa, Guido Crosetto, a utilizzare via Twitter l’ironia: “Scegliere di ‘sporcare’ opere d’arte o edifici storici per difendere l’ambiente”, è “un po’ come organizzare una cena tra amici a tema asado argentino per fare battaglie vegane”.

Alessandro Cavaglià
Alessandro Cavaglià
Giornalista parlamentare, classe 1956. Già vice caporedattore AGI, responsabile pro tempore delle redazioni Politico-parlamentare, Interni-Cronaca e della Rete speciale per Medio Oriente e Africa. Ha lavorato ad AdnKronos e collaborato con La Stampa e Il Mondo. Laureato in Lettere-Storia moderna all'Università La Sapienza di Roma

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