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lunedì, 27 Maggio 2024

Sì a Macron dalla Corte costituzionale. Destra e sinistra unite “Non finisce qui”

“La lotta continua” ha detto Jean-Luc Melenchon. “L’ultima parola spetta al popolo” ha ammonito Marine Le Pen.

Quasi all’unisono destra e sinistra in Francia dopo il via libera dato a Emmanuel Macron dal Consiglio costituzionale sulla contestata riforma fortemente voluta dall’inquilino dell’Eliseo che prolunga l’età pensionabile da 62 a 64 anni.

E Parigi torna a bruciare con proteste spontanee nelle vie del centro tra lanci di pietre, cassonetti incendiati, razzie e fumogeni da parte dei manifestanti e lacrimogeni e cariche da parte della polizia.

Ora è da vedere se Macron promulgherà veramente la riforma delle pensioni entro 48 ore come ha anticipato la prima ministra Elisabeth Borne o aspetterà di incontrare i sindacati che lo hanno invitato a soprassedere o almeno ad aspettare un incontro con le parti sociali (ma i sindacati non sarebbero disponibili prima del 1 maggio). Il governo, in una nota, ha preso atto della decisione del Consiglio costituzionale convinto che con la riforma il sistema pensionistico francese “sarà in equilibrio nel 2030”.

Il leader radicale di sinistra Melenchon ha condannato l’ok decisione che, ha detto, mostra un Consiglio costituzionale “più attento ai bisogni della monarchia presidenziale che a quelli del popolo sovrano. La lotta continua, dobbiamo raccogliere le forze”. Gli ha fatto eco la Le Pen secondo cui “la sorte politica della riforma delle pensioni non è decisa”. “Il popolo ha sempre l’ultima parola – ha continuato – e spetterà al popolo preparare l’alternativa che tornerà su questa riforma inutile e ingiusta”.

Gianfranco Eminente
Gianfranco Eminente
Cronista prima di tutto. Ha iniziato il praticantato ed è diventato giornalista professionista lavorando per 'Il Giornale d'Italia' nel 1974. E' passato poi all'Agenzia Italia ricoprendo vari incarichi: inviato speciale, capo degli Esteri e del servizio Diplomatico, anche quirinalista e dal 1989, a Montecitorio, redattore capo e responsabile del servizio Politico di questa primaria agenzia di stampa nazionale. Nel 2001 è stato nominato vice-Direttore vicario sempre all'Agi, incarico che ha mantenuto fino al 2009. Giornalista parlamentare.

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