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lunedì, 27 Maggio 2024

Riforme, due ‘no’ e un ‘ni’ di Schlein a Meloni nel primo faccia a faccia

Due ‘no’ (all’elezione diretta del capo dello stato e del premier) e un ‘ni’ (un’apertura comunque al confronto) di Elly Schlein a Giorgia Meloni nel primo faccia a faccia in assoluto tra la neo-segretaria del Pd – oggi in tailleur rosso magenta – e la premier svoltosi a Montecitorio per parlare di riforme. Un confronto con le opposizioni fortemente voluto dalla presidente del Consiglio che si è presentata agli incontri con le delegazioni Pd, M5s, +Europa, Verdi e Terzo polo per discutere “senza pregiudiziali” ma anche poco disposta ad accettare “veti o aventinismi”. La premier è intenzionata a dialogare con tutti sulla nuova architettura istituzionale – destinata a materializzarsi, se si creeranno le condizioni, nella prossima legislatura – ma si è detta anche convinta di aver avuto un mandato popolare proprio sulle riforme con il voto del settembre scorso e quindi di avere degli ‘obiettivi’ da conseguire, con o senza – ha specificato – il contributo di tutta l’opposizione.

Per Meloni l’elezione diretta del premier “è una priorità perchè assicura stabilità al governo” ed “è questa – ha rimarcato – la più potente riforma economica che possiamo realizzare”. Il governo pertanto “presenterà presto una proposta” per niente spaventato dal muro eretto di fronte a questa ipotesi dall’opposizione anche se non tutta: un ‘no’ netto, a partire della Schlein, solo in parte mitigato dalle aperture del Terzo Polo disponibile a discutere dell’elezione diretta del premier sul modello del ‘sindaco d’Italia’.

Per la leader dem Elly Schlein, quella delle riforme “non è una priorità del Paese” ma si è detta disponibile a dialogare su come rafforzare la rappresentanza e la stabilità magari riformando la legge elettorale, senza liste bloccate e con la sfiducia costruttiva, ma non a scapito dei “pesi e dei contrappesi”, del parlamento e soprattutto ai danni del presidente della Repubblica. “Non siamo per ridimensionare il ruolo del presidente della repubblica verso un modello di un uomo o un donna sola al comando” ha sintetizzato la neo-segretaria dem. Per Meloni questo primo giro di incontri si è rivelato comunque “proficuo” e ha intenzione di andare avanti. “Spero in una condivisione ampia, che vada oltre la maggioranza – questa la sua risposta alla Schlein – ma non a costo di venir meno all’impegno assunto con i cittadini”. (foto da RaiNews)

Gianfranco Eminente
Gianfranco Eminente
Cronista prima di tutto. Ha iniziato il praticantato ed è diventato giornalista professionista lavorando per 'Il Giornale d'Italia' nel 1974. E' passato poi all'Agenzia Italia ricoprendo vari incarichi: inviato speciale, capo degli Esteri e del servizio Diplomatico, anche quirinalista e dal 1989, a Montecitorio, redattore capo e responsabile del servizio Politico di questa primaria agenzia di stampa nazionale. Nel 2001 è stato nominato vice-Direttore vicario sempre all'Agi, incarico che ha mantenuto fino al 2009. Giornalista parlamentare.

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